

di Domenico Savino
VITERBO – Quando si vincono partite così in rimonta mentre il terreno frana sotto i piedi allora vuol dire che si sta raggiungendo la maturità. Quando si riesce ad ovviare anche agli infortuni del singolo che potrebbero pregiudicare l’esito della gara, quando il gruppo è forte, coeso e si fida del suo mentore allora il seme che è stato gettato porterà frutti rigogliosi.
La Viterbese che sbanca Arezzo è figlia di queste considerazioni. Una squadra che sembra un muro quando fa fronte comune alle difficoltà ed è in grado di cambiare pelle per modificare l’inerzia della partita portandola a proprio favore. La mossa di Farris, all’alba della ripresa, di inserire Scardini e lanciare la squadra all’attacco non è solo dettata dalla necessità di recuperare lo svantaggio. Ma ha una ragione più profonda: si sfrutta la capacità dell’ex Flaminia di attaccare la profondità, di aggredire gli spazi, di diventare anche surrogato di Vegnaduzzo nel momento in cui il bomber argentino non attraversa il suo migliore pomeriggio (gol a parte, ha giocato spalle alla porta).
La mutazione interna ha prodotto una Viterbese nuova più combattiva e presenta in campo; più dinamica e in grado di restare incollata alla partita, meno remissiva rispetto al primo tempo. E’ studiato anche questo atteggiamento se poi c’è l’imperioso recupero finale. Si esaltano tutti, anche i difensori che partecipano all’assedio finale: simbolo della rinascita è Ibojo impeccabile in copertura. Se fosse mortifero sotto porta (colpisce una traversa) sarebbe perfetto.
L’Arezzo termina sfibrato dall’onda d’urto gialloblù, dagli infortuni (Raso e Mencarelli) e dall’espulsione (Stufa) che ne azzoppano il cammino. Tutti i meriti della vittoria sono targati Viterbese. C’è l’attenta gestione anche dei momenti difficili, c’è la reazione allo schiaffone (Farris chiama in questo modo il raddoppio aretino), c’è la cattiveria agonistica che sta imparando ad assumere la Viterbese. Non si accontenta del pari: aggredisce la preda, sa che può sbranarla e, forse, eliminarla dalla corsa alla vetta.
La Viterbese che esce dal ''Comunale'' ebbra di gioia capisce che può darsi un futuro diverso, che in fondo le avversarie non sono così imbattibili (vedi sconfitta del Sansepolcro) e vivere una settimana da terza della classe e tre punti dal secondo gradino è una sensazione. E lo fa con la sua gente che in trasferta è sempre presente, che capisce lo sforzo e finisce la partita in un urlo liberatorio.
Pubblico numeroso che ora deve ripopolare la bianche tribune del Rocchi sempre troppo spoglio. Questa squadra lo merita per quello che sta facendo, per l’impegno che ci mette, per la voglia di regalare un sogno. E si può anche perdonare uno svarione che costava caro, a patto che si lavori dal punto di vista psicologico su chi lo commette al fine di rimediare in futuro. Perché di domeniche pazze come quella di Arezzo potrebbero non esserci più e il finale sarebbe di cattivo gusto. La Viterbese c’è e ad Arezzo lo ha dimostrato. Ora deve continuare così, tappandosi naso e bocca perché il raccolto è appena iniziato.
I MARCATORI
7 GOL: Mancini (Trestina)
5 GOL: Essoussi (Sansepolcro); Mussi (FiesoleCaldine); Porricelli (Deruta); Berradi (Pierantonio); Vegnaduzzo (Viterbese)
4 GOL: Tomassini e Marri (Casacastalda); Marinelli (Pontevecchio) Polidori (Sporting Terni)
3 GOL: Gorini (Sansepolcro); Raso e Gentili (Arezzo); Scardini (Viterbese); Gai (Castel Rigone); De Luca (Casacastalda)
2 GOL: Bartolozzi e Kouko (FiesoleCaldine); Di Vito (Lanciotto); Gamboni e Pero Nullo (Viterbese); Martinez (Arezzo); Iannazzo (Pierantonio); Urbanelli (Bastia); Belli e Agostinelli (Castel Rigone); Garat e Luciani (Flaminia); Benedetti e Marrani (Lanciotto); Tarpani (Todi); Morvidoni, Goretti e Polito (Trestina); Zuppardo (Vol. Spoleto); Ventanni e Bevilacqua (Deruta); Invernizzi (Bastia); Golfo (Pianese); Goretti (Casacastalda); Lepri (Pontevecchio); Moretti (Sansepolcro); Mariotti e Pagnotta (Scandicci); Cardarelli (Sporting Terni)
1 GOL: Eramo, Stufa, Idromela, Testa, Secci e Rubechini (Arezzo); Cottini, Sinisi, Baldacci e Esposito (Pontevecchio); Braccalenti e Cuccolini (Sansepolcro); Galli, Battistelli, Erba, Sorrentino (Bastia); Giannelli, Ceccagnoli e Polito (Trestina); Maulini, Tomassoni, Cesari, Cavitolo e Francesconi (Vol. Spoleto); Zanchi (Casacastalda); Fapperdue (Viterbese); Taverna, Bricchetti, Pieri, Gilardi e Lazzarini (Flaminia); Silvestri, Mordini, Bastogi e Petroni (Lanciotto); Cerbini, Gimmelli e Ubaldi (Castel Rigone); Bernicchi e Agostini (Deruta); Tascini (Todi); Fornetti, Chiani, Tramontano e Mattia (Sporting Terni); Romanelli e Menichetti (Scandicci); Sparano (Pierantonio); Giomarelli (Pianese); Bartolini (Pierantonio).