

VITERBO - Taglio del nastro al centro commerciale, arrivano le scuse di Giovanni Arena in Consiglio comunale. ''Ma voglio dividere i due aspetti: quello dell’invito all’inaugurazione con quello della giornata in memoria delle vittime del Covid'', ha detto il sindaco dopo aver incassato le critiche dell’opposizione ieri a inizio seduta.
''Sono stato invitato all'evento – ha spiegato il primo cittadino – e mi era stato detto che sarebbe stata una cerimonia a porte chiuse, in maniera discreta, senza stampa. Io sono andato neanche tanto convinto, sono stato al massimo 5-10 minuti. Il ruolo istituzionale ti porta a partecipare a tante inaugurazioni che poi si rivelano diverse da quanto si era detto. Il cancan che si è sollevato mi ha fatto stare male. Ho già detto più di una volta che dormo poco, la sera dopo non ho dormito per niente''. Perché? ''Per la rabbia di non aver valutato come si doveva questa opportunità. Avrei dovuto chiamare e far presente questa situazione''. Poi Arena ha dato la sua versione dei fatti: ''Stavamo all’aperto, nessun tono trionfalistico. Se osservate bene ero seccato. Neanche mi sono accorto di altre persone di fianco a me''.
''Sono d’accordo per quanto riguarda le scuse da presentare - ha aggiunto il sindaco -. La mia presenza istituzionale non era necessaria né opportuna nel vero senso della parola. Ritengo di chiedere scusa a coloro che stanno vivendo questa situazione particolare dal punto di vista del commercio, specialmente nel centro storico, con alcuni di loro mi sono incontrato e hanno capito la mia buona fede. Ribadisco la rabbia di aver considerato in maniera superficiale la mia presenza. Il centro commerciale si poteva inaugurare in altra maniera o in altro giorno. Avrei dovuto riflettere maggiormente. Quel giorno doveva essere dedicato a questa sofferenza che stiamo vivendo e che dura ormai da un anno. Era giusto che non fossi presente''.
Durissime le critiche dai banchi dell’opposizione. ''Non voglio fare un attacco al sindaco – ha detto Erbetti (M5s) - non voglio speculare sul dolore, sulla sofferenza. Però chiedo se oggi, signor sindaco, rifarebbe quello che ha fatto. Sembra che ci siamo abituati alla morte, e tutto diventa normale, si continuano a tagliar nastri anche nel giorno della commemorazione. Nastro che è giusto tagliare, come è giusto pubblicizzare nuove attività commerciali, ma non in quel giorno, nel giorno in cui ci stanno tante attività chiuse, che non sanno se rialzeranno mai più la serranda''.
Giacomo Barelli da parte sua ha parlato di ''macabra cerimonia'', di ''onta ricevuta dalle vittime, dai loro familiari, dalla comunità cittadina e nazionale'', ''una scena disgustosa da repubblica delle banane''. ''Non meritate di rappresentare i cittadini e vi dovreste dimettere'', ha aggiunto Barelli.
Chiara Frontini ha auspicato l’intervento delle autorità competenti: ''Sarebbe difficile al cittadino che riceve una sanzione e che viene controllato per strada, capire perché altri cittadini meno comuni non subiscono lo stesso trattamento''. Il capogruppo di Viterbo 2020 ha poi notificato ''simbolicamente'' una multa al sindaco.
Di ''spettacolo indecoroso'' ha parlato Luisa Ciambella (Pd). ''La parola che caratterizza questa amministrazione è: sottovalutazione. Lo dico sin da inizio lockdown, quando agli albori della pandemia fu autorizzato il campionato di nuoto''. Ciambella ha poi attaccato direttamente il sindaco: ''Non è ammissibile che ogni volta c’è da fare la differenza lei non ci sia mai. E sia portato prima a reagire in malo modo, poi a far finta di scusarsi e poi a costringere tutti noi ad affrontare queste situazioni in Consiglio. Non solo siete saliti alle cronache nazionali per questa vicenda, ma stamani vi siete beccati anche una inchiesta su Talete molto approfondita da parte di Tpi. Gli schiaffi sono di dominio pubblico nazionale. Mi auguro che lei prima o poi esca da questa sua modalità di comportamento da passante e si risvegli un giorno capendo di essere un sindaco''.