

VITERBO – È una delle tradizioni più amate e sentite dai viterbesi. Un simbolo della città che ogni anno accompagna l'attesa del 3 settembre. Eppure, negli ultimi due anni, qualcosa è cambiato.
Per decenni la tradizione ha voluto che la Macchina di Santa Rosa venisse assemblata e collocata a piazza San Sisto circa due settimane prima del trasporto, generalmente tra il 20 e il 25 agosto. Nel 2025, però, in occasione del Giubileo, si è deciso di anticiparne il montaggio ai primi di luglio, permettendo così a pellegrini e turisti di poter ammirare Dies Natalis per quasi due mesi.

Una scelta che quest'anno è stata confermata. Anche nel 2026, infatti, la Macchina è arrivata a San Sisto già il 9 luglio, rimanendo esposta fino alla sera del 3 settembre.
Il dibattito sui social
Ed è proprio qui che nasce il problema.
Sui social in molti si sono chiesti se fosse davvero giusto modificare una tradizione così radicata. C'è chi vede nel montaggio anticipato un modo per valorizzare Santa Rosa e chi, invece, è convinto che così facendo si perda una parte dell'identità viterbese.
'Montata settimane prima, si è svilita anche l'attesa e la sorpresa che solo la tradizione sapeva creare. Tutto questo a favore di non si sa quale esperimento turistico, evidentemente non riuscito o comunque dai dubbi risultati.'
Qualcun altro si concentra invece sulla decisione dell'amministrazione.
'Quanto è costato questo giochino? Chi lo ha deciso? Ma soprattutto, chi lo paga?'
C'è poi chi vorrebbe semplicemente tornare indietro.
'Io propongo una petizione per ritornare alla tradizione: montare la Macchina a fine agosto e illuminarla la sera del 3 settembre. Stamattina sono passata a San Sisto e c'erano solo macchine parcheggiate, nient'altro. Non si può strumentalizzare così una cosa che è nostra, solo dei viterbesi. La sindaca doveva ascoltare il parere dei viterbesi.'
Non manca nemmeno chi sceglie un paragone tanto semplice quanto efficace.
'È come fare l'albero di Natale l'8 ottobre.'
E poi ci sono i commenti più diretti.
'Incapaci.'
Oppure:
'È soltanto business.'
La voce fuori dal coro
Tra i tanti commenti contrari, però, ce n’è uno che racconta un punto di vista completamente diverso.
A difendere la scelta del montaggio anticipato è infatti un turista milanese, che spiega come lasciare Dies Natalis esposta per quasi due mesi rappresenti un'importante operazione di promozione della città. Un modo per permettere anche ai visitatori estivi di conoscere il simbolo di Viterbo e, magari, decidere di tornare il 3 settembre per assistere al trasporto.
Un'opinione che non passa inosservata.
Un viterbese gli risponde infatti con una domanda tanto semplice quanto provocatoria:
'Ma ci sono davvero turisti che vengono a luglio e agosto a sciogliersi dal caldo a Viterbo?'
La replica del milanese arriva poco dopo.
'E allora quando dovrei venire a Viterbo? Quando si lavora? Se fa caldo pazienza, ormai tutta Italia è calda. Le vacanze si fanno a luglio e agosto.'
Uno scambio di battute che, forse più di ogni altro commento, racconta le due anime di questa discussione. Da una parte chi considera Santa Rosa una tradizione da custodire così com'è sempre stata; dall'altra chi vede nella Macchina anche un'occasione per promuovere Viterbo e farla conoscere a chi arriva da fuori.

Tradizione o cambiamento?
Scorrendo i tanti commenti pubblicati in questi giorni, la sensazione è che la maggior parte dei viterbesi guardi con qualche perplessità a questo nuovo modo di vivere l'attesa del 3 settembre. Allo stesso tempo, però, non manca chi ritiene che una tradizione possa evolversi senza perdere il proprio valore.
Del resto, non spetta certo a noi stabilire quale sia la scelta giusta. La domanda, però, rimane: mantenere una tradizione significa conservarla esattamente com'è sempre stata oppure adattarla ai tempi, cercando nuovi modi per valorizzarla?