ANNO 16 n° 266
La lotta contro il deposito di scorie nucleari unisce la politica
Oggi l'incontro in Comune promosso da biodistretto e altri enti. Pd, Rc e M5S: 'Dobbiamo mobilitarci tutti'

 

CIVITA CASTELLANA - La lotta contro il deposito di scorie nucleari unisce anche la politica. Nessuna bandiera, nessun colore partitico ha dominato sugli altri durante questa lunga ed estenuante campagna contro il nucleare, segno che la contrarietà all'ipotesi della costruzione di un deposito unico di scorie nucleari nella Tuscia è un progetto a cui tutti si vogliono opporre scongiurandone la sua costituzione. Proprio oggi pomeriggio, alle 17.30, si terrà un incontro il Comune per ribadire punto per punto le ragioni per cui tale progetto sia irrealizzabile nella provincia di Viterbo che, è bene ricordarlo, è stata interessata con ben 21 siti idonei su 51. Famiano Crucianelli, presidente del biodistretto della via Amerina e promotore dell'incontro, è categorico e ragiona sui freddi numeri: 'Considerando che le isole saranno escluse come sedi idonee ad ospitare l'impianto per via dei rischi legati al trasporto sul mare, dalle 51 aree selezionate ne resteranno una quarantina. Questo significa che sulla nostra provincia, che rappresenta l'1percento di tutto il territorio nazionale, ricadrà ben il 50percento delle possibilità di essere scelta. Questo è impensabile'.

Contrari al progetto Sogin, oltre all'attuale amministrazione di centrodestra guidata dal sindaco Luca Giampieri anche Pd, Rifondazione e Movimento cinque stelle.

'Il rischio che Sogin e Governo scarichino sul nostro territorio tonnellate di rifiuti nucleari è concreto e dobbiamo mobilitarci da subito - ha ribadito con forza Yuri Cavalieri di Rifondazione - . La nostra provincia ospita già una centrale elettrica a Montalto, innumerevoli impianti di stoccaggio e smaltimento dei rifiuti (il 90% prodotto da fuori provincia), subisce l'aggressività delle multinazionali della monocoltura ed ha regalato una parte importante del suo territorio alla produzione delle energie alternative, solare ed eolico in primis, insomma la Tuscia ha già dato. Per questi motivi saremo presenti e diremo la nostra come federazione provinciale, come circolo e come gruppo consiliare di Rifondazione Comunista ed invitiamo tutta la cittadinanza a fare altrettanto'.

Sulla stessa lunghezza d'onda Pd e M5S, con Simone Brunelli e Valerio Biondi: 'Dobbiamo tornare a ribadire la necessità di mobilitare i cittadini per quella che si prospetta una battaglia da dover combattere in maniera unitaria, facendo fronte comune tra politica e territorio. Le persone devono essere informate a più livelli e dalla riunione di oggi faremo ripartire una massiccia campagna di informazione'.

E' opportuno sottolineare che anche in occasione dell'ultima assemblea dei sindaci convocata a dicembre 2024, l'unanimità dei rappresentanti (34 presenti su 60) ha ribadito la propria contrarietà nei confronti del Programma nazionale dei rifiuti radioattivi opponendosi alla prosecuzione del procedimento di localizzazione che, allo stato attuale, prevede indagini tecniche in situ, impegnando il presidente Romoli alla partecipazione e alla promozione di iniziative e tavoli tecnici che possano rimettere in discussione le proposte di Cnapi e Cnai sulla base dell’analisi delle criticità emerse dal Seminario nazionale  nonché di richiedere, nell’immediato, una audizione presso la Sogin con una cabina di regia in rappresentanza del consiglio provinciale, dei sindaci della Provincia, al fine di rappresentare la reale situazione cartografica, geologica e idrografica del territorio provinciale, le evidenze storico culturali, le aree a colture di pregio, la vincolistica ambientale, le infrastrutture esistenti e di progetto.




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