

VITERBO – E poi c’è questo qui. Come chi? Lui: il violinista all’incrocio, la versione viterbese del noto romanzo di Alessandro Baricco. Da “La leggenda del pianista sull’oceano”, alla “Certezza di un violinista a Porta Romana”.
Un tizio, di probabile etnia rom (ma questo non c’entra) che sfruttando i tempi biblici del semaforo, e le relative code di automobilisti che si formano, prova a chiedere l’elemosina così, avvicinandosi alle macchine a suon di musica, col suo violino. Che immaginiamo non sia uno Stradivari. Stratagemma per captare la benevolenza dell’automobilista (giustamente) incazzato perché bloccato nel traffico del sabato pomeriggio, d’accordo, e non si sa se si sia rivelato fruttuoso dal punto di vista dell’incasso. Di certo, come simpatia rispetto a chi si presenta con le bambine al collo per impietosire, o chi bussa ai finestrini con fare minaccioso (vedi le zingare che stazionano stabilmente al parcheggio del Sacrario), o peggio ancora chi lava il parabrezza rendendolo un cencio, ha vinto lui. Quello col violino.
A proposito: ma non c’era qualche ordinanza comunale che vietava l’accattonaggio? Una volta, forse. E poi chissà se vale pure per i violinisti.