ANNO 16 n° 274
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La fontana di piazza Dante resta a secco
Da qualche giorno senza acqua mostra tutti i segni del degrado e dell'incuria

di Max Vismara

VITERBO - Tutti i viterbesi una volta o l’altra passando per via Mazzini a notte fonda hanno sentito il rumore dei loro passi accompagnato dal gorgoglio familiare dell’acqua che scorreva dalle fistole della fontana di San Giovanni in Zoccoli. Ora tutto questo è finito; infatti, la fontana di piazza Dante (così da sempre la chiamano i viterbesi) è muta, e nel suo silenzio assordante gli antichi fasti del suo glorioso passato si stanno spegnendo nel degrado e nell’incuria.

Dove prima c’era acqua ora  muschio e peperino che si sgretola fanno da padrone, l’antica fontana del tardo 1200 sta morendo coperta di calcare nel disinteresse più assoluto da parte delle autorità.

Ma facciamo un passo indietro: più di un mese fa la fontana improvvisamente smise di funzionare, dapprima i residenti pensarono ad un fermo per la normale manutenzione, ma i giorni passavano e la fontana continuava a non buttare acqua, poi qualcuno scoprì che forse il motivo dello stop era riconducibile ad una probabile perdita della conduttura che alimenta l’antico monumento. A contrastare questa ipotesi il fatto che tutte le fontane viterbesi sono senza acqua. Qualcuno dice che questa circostanza è riconducibile al fatto che è scaduto il contratto per la manutenzione e quindi, in attesa del nuovo, le fontane sono tutte a secco.

Va sottolineato infine che la fontana in questione è un manufatto del 1268 che compare a più riprese nelle cronache della nostra città e quindi rientra a buon diritto in quel patrimonio che va tutelato e non ignorato, anche perché ormai dopo più di un mese di inattività la vasca vuota sta diventando una pattumiera, e il vecchio cappello che adesso si può “ammirare” al suo interno avvalora pienamente questo triste tesi.




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