

Il 14 maggio torna a Marta la Festa delle “Passate”, la celebrazione in onore della Madonna Santissima del Monte. Una manifestazione che ‘’racconta’’ i riti arcaici delle offerte primaverili. Dal punto di vista storico la sua origine può farsi risalire al IX secolo e, propriamente, alle processioni che, ad imitazione di quella dell’Assunta, istituita in Roma da Leone IV (847- 855), vennero in uso in varie città.
L’alba del 14 maggio viene salutata dal rullo dei tamburi, dal suono delle campane, da spari di bombe e dai cori dei Passanti che cantano antichi inni mariani. I partecipanti al Corteo si radunano dietro al tamburino ed ai Palii delle quattro categorie portati dai rispettivi “Signori” e girano per il paese cantando e inneggiando a Maria, dando così l’annuncio del giorno festivo. Intorno alle 8,30 tutti i partecipanti si radunano sul lungolago e verso le nove, mentre le campane della Collegiata suonano a festa, il Corteo si snoda per le vie del paese per raggiungere la chiesa del Monte. Per tutto il percorso si sente un continuo inneggiare: “Evviva Maria. Sia lodato il Santissimo Sacramento.
Evviva la Madonna Santissima del Monte. Evviva Gesù e Maria”. Raggiunta la chiesa viene celebrata la S. Messa cantata e dopo iniziano “Le Passate”, cioè i tre giri della Chiesa che ogni categoria compie entrando nel santuario dalla porta principale, attraversando l’area sacra del presbiterio e uscendo di nuovo sul sagrato dalla porta del convento. Al termine dei tre giri ogni partecipante riceve la tradizionale ciambella dopo aver lasciato sull’altare l’offerta. Nel passare davanti al sacerdote che siede con una reliquia della Madonna in mano, detta “La Pace”, ogni persona si china a baciarla. Subito dopo, il Corteo si ricompone e torna al paese.
Casenghi, Bifolchi, Villani e Pescatori
Le quattro categorie della processione offertoriale
Ciò che maggiormente caratterizza questa celebrazione è il corteo storico che sfila per le vie del paese, che si presenta come una composita “processione offertoriale” che dalle rive del lago sale fino al santuario della Madonna del Monte. È costituito, nell’ordine, dalle categorie dei Casenghi, dei Bifolchi, dei Villani e dei Pescatori.
I Casenghi, la categoria costituita da coloro che in passato avevano ufficio di “uomini di fiducia” dei proprietari terrieri e avevano compiti di sorveglianza delle tenute e di quelli che vi lavoravano, sfilano a cavallo, aprendo il corteo. Indossano una camicia bianca e hanno alla vita una fascia azzurra, colori della Vergine. Seguono i Bifolchi, quelli che in passato avevano il compito di guidare i buoi aggiogati all’aratro a chiodo durante i lavori di aratura. Sfilano portando gli attrezzi del loro lavoro. Indossano il cappello maremmano, una camicia bianca o celeste con corpetto, pantaloni di fustagno, scarpe grosse da campagna e gambali di cuoio allo stinco. All’interno della categoria dei Bifolchi si trovano i Pastori che possono avere con sé pecore, agnelli e caprette.
I Villani, invece, raggruppano gli agricoltori che, nel ciclo di produzione delle colture, svolgono ogni tipo di lavoro. Si tratta di una categoria composita che comprende cinque sottocategorie: i Sementerelli, le Vanghe, i Falciatori, i Mietitori, le Fontane. Seguono i Pescatori, preceduti dal palio azzurro su cui è raffigurata una barca sul lago durante la pesca. Portano in offerta i più bei pesci del lago opportunamente disposti su carri e barche riprodotte in scala o appesi a delle pertiche.
I Pescatori, vestiti con camicia bianca, pantaloni blu sorretti alla cintola da pezzi di rete o corde e con in testa il caratteristico basco blu procedono talvolta scalzi.