ANNO 16 n° 275
Foto precedente
La Destra si fonde
in Fratelli d'Italia
Adesioni da tutta la provincia; Pasqua: ''Ci riconosciamo nei valori''

di Domenco Savino

VITERBO - ''Bentornati a casa''. Paolo Bianchini, portavoce provinciale di Fratelli d'Italia, accoglie i componenti de La Destra che aderiscono in blocco alla formazione politica di Giorgia Meloni. Un'adesione di uomini e di contenuti: perchè la presenza de La Destra nella Tuscia era significativa e gran parte dei militanti e dei simpatizzanti hanno accettato il matrimionio politico. La copertura del territorio è capillare: da Latera, Montefiascone e Bolsena, passando per Celleno e scendendo verso Ronciglione, Canepina, Fabrica di Roma senza dimenticare Tarquinia. Una rinnovata unione che si fonda soprattutto sulla condivisione dei progetti e delle idee. In fondo non sono poi così tanto lontane: ora si sentono ancor di più fratelli.

''E' un piacere ritrovare amici con cui abiamo condiviso tante lotte e iniziative - ha commentato Bianchini -. In tal modo dimostriamo numeri e dati alla mano come La Destra in blocco aderisca a Fratelli d'Italia e non ad altri partiti''.

Pierpaolo Pasqua, ormai ex dirigente de La Destra ha spiegato le modalità della confluenza: ''Riconosciamo in pieno i valori fondativi di Fratelli d'Italia. Siamo al loro fianco per le battaglie nazionali sulla famiglia, sulla difesa della sovranità monetaria, sui quesiti politici che pone Fratelli d'Italia. E anche a livello locale apoggiamo la linea di condotta. Siamo a favore della riduzione dei costi della politica''.

La molla che ha fatto scattare l'adesione compatta è data dalle primarie: ''Fratelli d'Italia fa le primarie per tutto, dal simbolo ai dirigenti di partito. Siamo l'unico partito di destra che sfrutta questo strumento. Le nomine non vengono più calate dall'alto, ma il peso della decisione è spostato sui cittadini. Parteciperemo a tutte le primarie di Fratelli d'Italia a iniziare da quelle del 22 e 23 febbraio. Questo passo che facciamo a Viterbo sarà effettuato anche nel resto d'Italia''.

Il ricongiungimento non è casuale e rientra nella schiera delle alleanze per le prossime elezione eurpee e amministrative. Nella Tuscia vanno al rinnovo delle amministrazioni comunali 27 comuni. Di fatto la Destra nella Tuscia non esiste più.

Alla fine non è mancato un riferimento alla crisi in Provincia: ''Noi abbiamo messo dei paleti che riguardano i costi della politica - ha sottolineato il capogruppo a Palazzo Gentili Gianluca Mantuano - attendiamo di capire quale sia la riduzione dei costi. Siamo coerenti: come a livelo nazionale abbiamo bocciato un governo tecnico, ci comportiamo allo stesso modo per la Provincia. Resta un dato di fatto che i nostri assessori si sono dimessi non restando attaccati alle poltrone''.

Facebook Twitter Rss