ANNO 16 n° 274
La cultura, questa
sconosciuta (a Viterbo)
Interviene Marco Zappa candidato con la lista La Destra Scaramuccia sindaco

Riceviamo e pubblichiamo

Amare la città come la propria famiglia e il modello di famiglia ideale per noi è quella che ama anche la cultura e partecipa con il suo nucleo all’edificazione collettiva: tutto questo avviene nella città dei papi? Solo in parte. In effetti ad eccezione di qualche manifestazione che affonda tradizioni nel passato, o altre realtà create per buona volontà da privati e a costi zero, il concetto di cultura è stato storpiato attraverso “eventi da baraccone” , tanto costosi quanto inutili perché non edificanti. Qualcuno mi spieghi a cosa serve portare in città 'fenomeni da circo' che ripetono dal vero le stesse cose che ripetono in televisione e che preso il gettone di presenza se ne partono dopo aver riempito la piazza con cittadini curiosi più che interessati.

A chi concepisce la cultura come “gestione della piazza gremita di gente” consiglio di invitare delle Belen Rodriguez o magari Balotelli, sai che pienone!!!

Qualcuno potrà obiettare che un festival vive di sponsor(il che è vero in parte) ma io ribatto che si possono usare le risorse degli sponsor in modo più edificante…come? Creando una sinergia tra chi ha qualcosa da dire e chi vuole apprendere, senza il distacco della “cattedra” e della platea in una continuità temporale non limitata all’oretta di “incontro culturale”. Diamo vita allora a centri culturali dove l’allievo possa apprendere direttamente dal maestro e se il maestro sarà valido, trasmetterà il suo sapere e la sua esperienza edificando le nostre coscienze rendendole capaci di percepire il Bello. Dobbiamo partire da queste considerazioni perché grazie ad una tale formazione potremo dare una svolta al senso del gusto e della bellezza che hanno reso l’Italia centro mondiale della cultura storica.

E ancora in tanti paesi è possibile vedere stabili comunali, per lo più interi edifici, dati in gestione ad artisti di ogni categoria (pittori, scultori, architetti, poeti e quant’altro) che convivono in un ambito centralizzato e creativo: spazi simili ad alveari di produzione d’arte ed idee. Un centro del genere, sconosciuto in Italia, diverrebbe meta di artisti da ogni dove, vero polo di attrazione per italiani e stranieri e nei giorni deputati ai vernissage ci sarebbe un interscambio di idee e opinioni anche con chi intende avvicinarsi al mondo della creatività. Ci rendiamo conto dell’importanza di una simile iniziativa o no? Se finora non è mai nato niente di simile è solo per mancanza di idee e la conseguente impreparazione di chi amministra ed ha potere decisionale. Politici, alcuni illetterati ed analfabeti non sanno neanche esprimere un italiano corretto tanto che quando hanno messo il naso fuori dalla provincia di Viterbo lo hanno fatto senza l’interesse di conoscere ed imparare le cose positive per portarle nella nostra città: neanche sappiamo copiare!!! Ma a cosa serve gente così?

Stendo infine un velo pietoso sulle brutture cittadine che riqualificano(???) gli spazi urbani: monumenti, fontane, steli ed altro realizzate da pseudo-artisti improvvisati o artisti celebrati in Viterbo ma misconosciuti al mondo dell’arte contemporanea , in vita grazie alle solite conoscenze politiche o ecclesiastiche.

Amare la città come la propria famiglia, è proprio quello che pensiamo di fare e siccome noi conosciamo, siamo certi che all’interno della nostra Viterbo, esiste gente di talento ed eccellenze in ogni ambito culturale, ignorate da chi ignora il concetto di cultura: vogliamo creare qualcosa di veramente grande per una nuova rinascenza della nostra città.

Marco Zappa




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