

VITERBO - La Cosp Tecno Service, la società che controlla il 49% di Viterbo Ambiente Scarl, finisce davanti alle telecamere delle ''Iene'' di Italia 1.
Nel servizio andato in onda domenica sera, firmato da Roberta Rei, si è parlato del piano per la ricostruzione post terremoto del Centro Italia che sta procedendo a rilento e tra mille polemiche: ritardi nella consegna dei container per gli sfollati; casette di legno risalenti al sisma in Umbria del '97 già disponibili ma, inspiegabilmente, inutilizzate; eccessiva burocrazia per i richiedenti alloggio e rimbalzi di responsabilità tra la Protezione Civile e i Comuni. Ultimo dei problemi, ma non per importanza, è la vicenda che coinvolge direttamente la Cosp.
Nel 2015 l'appalto pubblico per la fabbricazione dei moduli abitativi d'emergenza se lo è aggiudicato il Cns (Consorzio Nazionale Servizi), colosso bolognese delle cooperative: un affare da un miliardo e duecento milioni di euro per la costruzione di 18.000 prefabbricati su tutto il territorio nazionale. Pochi giorni fa, però, il Consiglio di Stato ha condannato il Cns per aver manipolato un appalto che si era aggiudicato nel 2012 (quello per i servizi Consip) e la sentenza ne ha fatto decadere i requisiti ''morali'': di conseguenza tutte le gare aggiudicate da lì in poi potrebbero essere a rischio.
Tra queste c'è quella per la costruzione delle casette di Norcia che il consorzio ha affidato proprio alla Cosp Tecno Service, società che fino a quel momento si era occupata di tutt'altro: raccolta di rifiuti (vedi Viterbo Ambiente Scarl), pulizie, disinfestazioni, catering, gestione di piscine ecc... Mancherebbero addirittura, come mostrato nel servizio, i codici Ateco per il settore costruzioni.
A gettare più di un'ombra di sospetto sulla vicenda, secondo Le Iene, ci sarebbe il legame di amicizia che unisce Danilo Valenti, presidente della Cosp e vice presidente Lega Coop, e Catiuscia Marini, presidente della Regione Umbria e dirigente in aspettativa della cooperativa, che avrebbe ricevuto proprio da Valenti dei finanziamenti per la campagna elettorale.
Anche se non risulta in alcun modo coinvolta nell'inchiesta Mafia Capitale, è stato accertato che la Cosp ha fatto affari con Salvatore Buzzi, esponente di spicco dell'inchiesta sul malaffare romano e membro, all'epoca, del consiglio di sorveglianza del Cns: la società ha partecipato a tre consorzi per la raccolta differenziata a Roma, tutti riconducibili al criminale.
La Tecno Service è da due anni nella ''white list'', l'elenco delle aziende non soggette a infiltrazione mafiosa, ma nell'interdittiva antimafia per Viterbo Ambiente del 2015 l' ex prefetto Rita Piermatti sottolineava come la società fosse ''gravata da un concreto pericolo di infiltrazioni mafiose in grado di condizionare le scelte e gli indirizzi dell’impresa'' e che ''le risultanze investigative e giudiziarie giustificano la ragionevole sussistenza che le scelte economiche della società siano condizionate o condizionabili dalla criminalità organizzata''.
L'interdittiva antimafia per la società di nettezza urbana viterbese è tuttora vigente, come specificato dalla Prefettura, anche se ''alla luce del provvedimento adottato dal prefetto di Perugia (revoca dell'interdittiva antimafia alla Gesenu, socia al 51% di Viterbo Ambiente n.d.r.) e su richiesta di riesame della stessa società, si sta valutando la validità dei presupposti per una revisione''.