ANNO 16 n° 274
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La Befana del 115 č scesa dal campanile
Sul palco č stato letto l'appello dell'Afesopsit rivolto alla Polverini

VITERBO - Un arrivo davvero spettacolare quello della Befana dei vigili del fuoco, la manifestazione che ogni anno gli uomini del 115 organizzano per tutti i bambini della città. E' venuta giù dal campanile del palazzo del Podestà, illuminata da un fascio di luce, come una vera diva. E a cavallo della sua scopa e' planata lentamente sulla folla che gremiva piazza del Comune lanciando coriandoli. Una volta atterrata in piazza è salita sul palco per salutare il sindaco Giulio Marini e tutte le persone presenti in piazza per poi intrattenersi, scattare foto con i bambini e distribuire caramelle e dolciumi.

La manifestazione è stata resa possibile grazie ai vigili appartenenti al gruppo Saf (Speleo Alpinistico Fluviale), reparto è costituito da vigili operativi che utilizzano, nell’ambito delle attività di soccorso tecnico urgente, attrezzature e procedure derivate dalla speleologia, dell’alpinismo e del fluviale, opportunamente adattate e sviluppate per essere efficaci in zone impervie.

Prima della discesa della vecchina il pubblico è stato intrattenuto dalla fanfara dei Bersaglieri che ha concluso l’esibizione con l’inno di Mameli.

Durante la serata è stata letta una lettera dell’Afesopsit, associazione famigliari dei malati psichici, che proseguono la loro protesta, con un banchetto e una tenda, proprio a piazza del Comune. Nell’appello, rivolto alla governatrice del Lazio Renata Polverini, l’associazione ha chiesto di non essere abbandonata.

Grazie ai vigili del fuoco è stato allestito uno stand dell’Unicef per la vendita delle Pigotte, le bambole di pezza il cui ricavato è devoluto ai più bisognosi.

I festeggiamenti della Befana in piazza si sono svolti in quasi tutti i paesi della provincia.

Meglio nota come Epifania, questa celebrazione prende il nome dal greco antico 'rendere manifesto' poiché proprio in questa data Gesù si rivelò ai Re Magi, Melchiorre, Baldassarre e Gaspare, come figlio di Dio.

Secondo la versione cristianizzata della ricorrenza, la Befana, era una vecchietta alla quale i Re Magi chiesero informazioni per trovare la strada giusta, ma nonostante le insistenze dei tre uomini, la donna non li accompagnò.

Pentita di quel gesto, dopo aver preparato una sacca piena di dolciumi, uscì per ritrovare i Re Magi, ma non ci riuscì. Così, per farsi perdonare, lungo il suo cammino, si fermò in ogni casa donando dolci a tutti i bambini sperando che uno di essi fosse Gesù. La leggenda narra che da allora, la Befana, la notte del 6 gennaio, fa visita a tutti i bambini e riempie le rispettive calze con dolci, se i bimbi sono stati buoni o carbone se sono stati cattivi.




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