ANNO 16 n° 275
''Kokocinski: vita straordinaria di un'artista''
Presentata la biografia di Gazzini

VITERBO - È stato presentato ieri, presso la Biblioteca Consorziale di Viterbo, il libro ''Kokocinski: vita straordinaria di un artista'', biografia autorizzata, dell’artista russo-polacco-argentino-italiano. Alessandro Kokociski è, infatti, un apolide: nato a Recanati, da madre russa e padre polacco, ben presto emigra in Argentina, dove vivrà insieme alla tribù dei Garanì. Affidato, poi, a un circo equestre, viaggerà in tutta l’America del sud.

Kokocinski è un ragazzo instancabile, curioso e amante delle relazioni vere e profonde. La sua passione per il disegno gli permetterà di cambiare la sua vita e sarà il padrone della fabbrica in cui lavora come metalmeccanico, ad offrirgli un biglietto per l’Europa.

Appena ventenne vola a Roma. Qui conoscerà il pittore Rafael Alberti che sarà suo mastro, amico e mentore. Kokocinski è rapito dalla bellezza dell’arte italiana: Raffaello, Caravaggio, Michelangelo. Rimane stordito dalla maestosità del Colosseo, Santa Maria Maggiore e Trastevere.

Nella biografia scritta da Gazzini, giornalista e amica del pittore, si percepisce un forte legame fatto di stima e solidarietà tra gli artisti che abitavano quel quartiere. Con Giuliano Gemma, Carlo Quartucci, Riccardo Tommasi Ferroni, Philippe Leroy c’è un intimo scambio di idee che offre al giovane la possibilità di evolvere al riparo della solitudine.

Kokocinski non è un pittore alla moda o che segue la mode. Kokocinski è, e basta. Per chi ha conosciuto la fame, l’esilio, la crudeltà della dittatura, i tumulti delle passioni, il messaggio che arriva dalle sue opere squarcia lo stomaco e fa piegare la testa. Kokocinski denuncia, non suggerisce, ti getta addosso la falsità e la violenza del potere, senza filtri o allusioni. Quando si è davanti a un suo quadro, acquarello, disegno o statua, Kokocinski si avvale di varie tecniche e materiali per raccontare la sua realtà, ci si sente smarriti e impotenti.

Il male opera, sempre, in questo mondo e lo inghiotte. Uomini e donne deformi lo rendono simile all’inferno descritto da Dante. Non c’è redenzione per chi schiaccia i propri simili e usa la violenza come mezzo per arrivare alla ricchezza. Chi ha scelto questa strada è condannato e dannato per l’eternità.

Kokocinski è Napoli al Mann, fino al 5 giugno, con la mostra La Vita e la Maschera: da Pulcinella al Clown, promossa ed organizzata dalla Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo, che rappresenta l’ideale prosecuzione dell’esposizione realizzata nel Museo di Palazzo Cipolla a Roma nell’anno 2015.




Facebook Twitter Rss