ANNO 16 n° 273
Italia, più escort che infermieri (e non è uno scherzo)

di Massimiliano Morelli

 

Il 2 giugno 2021 è stata l’International Sex Workers’ Day, ovvero la giornata internazionale dei e delle sex workers che operano nel pianeta. Una ricorrenza celebrata anche in Italia, Paese che conta almeno 120.000 professioniste del sesso secondo una ricerca di “Escort Advisor”, il sito di recensioni di escort più visitato in Europa con oltre 3 milioni di utenti unici mensili solo in Italia.

Lo status lavorativo delle escort è paragonabile a quello dei liberi professionisti. Se esistesse un ordine professionale, sarebbe il quarto gruppo di lavoratori indipendenti più numeroso in Italia, alle spalle di medici e odontoiatri (366.084), avvocati (243.233), ingegneri e architetti (168.851); ma prima di farmacisti (98.770), geometri (84.202), commercialisti (68.552), psicologi (61.068) e infermieri (73.569). In Italia la prostituzione è legale, ma non esiste una legislazione tale da poter regolamentare il settore con contratti, riconoscimento del libero professionismo, sindacati, previdenza sociale.

Esistono solo associazioni che liberamente portano avanti la battaglia per i diritti delle sex workers e per il riconoscimento professionale. Nonostante i numeri del settore, si è ancora lontani dalla possibilità di una regolamentazione:




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