

VITERBO – Dopo l’incendio, una discarica a cielo aperto. Questo il seguito della storia dell’isola ecologia sistemata a strada Freddano, in uno scorcio di campagna coltivata e, fino a un mese fa, incontaminata, a due passi da Porta Faul, dal ponte Camillario e dall’Itinerario della fede, fortemente voluto da don Armando Marini per onorare i santi Valentino e Ilario, che in quel luogo subirono il martirio.
Rifiuti, rifiuti e ancora rifiuti. Un problema che ogni giorno mette i cittadini faccia a faccia con il malcostume ma anche con la cattiva gestione del servizio.
L’isola ecologica posta a strada Freddano è ormai palesemente insufficiente per raccogliere i rifiuti di un territorio vastissimo. Basti pensare che la postazione serve anche i residenti di Strada San Nicolao e quelli che abitano ancora in zone più distanti e in aperta campagna. Nonostante ciò, i contenitori per la differenziata continuano ad essere pochi e i camion di raccolta continuano a portare via i rifiuti, quando va bene, a giorni alterni.
Nel giro di pochi giorni si è già formata, accanto ai recipienti, una piccola discarica a cielo aperto in balia degli eventi atmosferici e dei vandali, con conseguente alto rischio di inquinare e deturpare la zona.
Lo scorso 31 dicembre il contenitore della plastica fu incendiato, probabilmente facendo scoppiare un grosso petardo al suo interno.
Più controlli, più contenitori e smaltimento giornaliero dei rifiuti la soluzione per un servizio efficiente.