ANNO 16 n° 265
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''Intervento sull'ex ospedale: č vero che ci sono le regole ma la situazione era insostenibile''
Giulio della Rocca parla della rititeggiatura del muro, in degrado dal 2017, che ha acceso la polemica

VITERBO - L’intervento di tinteggiatura e ripristino della facciata di un edificio di proprietà regionale, situato accanto all’uscita dell’ascensore di Valle Faul, ha acceso il dibattito pubblico negli ultimi giorni

Spazza davanti alla tua casa e tutta la città sarà pulita”, recita un antico detto cinese. È con queste parole che Giulio della Rocca giustifica la sua decisione di restaurare parte della facciata dell’immobile, rimasto in stato di degrado per anni. La parete, infatti, versava in pessime condizioni dal 2017 e, secondo Della Rocca, era necessario che qualcuno agisse.

(Prima dell'intervento)

(Dopo l'intervento)

Sono stati recentemente effettuati dei lavori di restauro all’entrata degli ascensori di Valle Faul. Puoi raccontarci cosa è successo?

Da almeno il 2017 conoscevo lo stato di degrado della facciata: buchi nell’intonaco, vetri delle finestre rotti, tufi usati per chiudere provvisoriamente gli spazi. Per anni ho cercato di sollecitare un intervento da parte della ASL, allora proprietaria dell’immobile, ma senza risultati. Più recentemente, circa sei o sette mesi fa, ho scoperto che l’edificio era stato restituito alla Regione, nello specifico a una partecipata regionale in liquidazione. Questo ha creato una situazione di stallo. Consapevole di ciò, ho deciso di intervenire personalmente, perché non volevo aspettare altri dieci anni sperando in un’azione da parte di qualcuno. Tengo a precisare che non ho alcun interesse economico nella città: il mio legame con Viterbo è puramente affettivo.

Come avete proceduto per ristrutturare la zona?

Abbiamo iniziato con un’analisi digitale tintometrica per individuare il colore originale della facciata, che abbiamo poi ripristinato. Prima di tinteggiare, abbiamo stuccato i buchi nei muri. Le finestre, invece, sono state coperte con opere realizzate da artisti locali, ognuna raffigura scorci dei paesi di origine degli artisti o luoghi per loro significativi”.

Sui social si sono create opinioni contrastanti, c’è chi ti elogia e chi ti critica. Come hai risposto?

In molti si sono congratulati per l’iniziativa, ma altri mi hanno criticato. Capisco che esistano delle regole da rispettare, ma ritengo che la situazione fosse diventata insostenibile. Mi chiedo: invece di criticare me, chi di dovere non avrebbe già dovuto intervenire negli anni passati?”.

Si vocifera che la Regione voglia prendere provvedimenti per quanto accaduto. Cosa ne pensi?

Un detto cinese recita “Spazza davanti alla tua casa e tutta la città sarà pulita”. Questa era una situazione che andava risolta. Se il prezzo da pagare per un atto di disobbedienza civile sarà una multa simbolica, lo accetterò senza problemi. Pagare 300 euro per aver risolto una situazione di degrado mi sembra un compromesso accettabile. Noi cittadini paghiamo le tasse per avere dei servizi e, in questo caso, con 300 euro sono riuscito a risolvere un problema irrisolto da 7 anni”.




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