


VITERBO - Con l’inizio di questa sera delle prove di portata dei facchini di Santa Rosa la strada verso la sera del 3 settembre quando la macchina Dies Natalis sfilerà per le strade della città è già iniziata.
Si tratta della regina delle prove a cui ogni facchino, veterano o aspirante, deve necessariamente sottoporsi per prendere posto sotto la macchina. Un rito necessario prima ancora che spettacolo che si svolge sotto gli occhi vigili del capofacchino Luigi Aspromonte e del presidente del sodalizio dei facchini, Massimo Mecarini. La prova è semplice solo sulla carta: sollevare una cassetta da 150 chili, tre giri all’interno della chiesa della Pace, per un totale di circa 200 metri. È la distanza media tra una tappa e l’altra del “campanile che cammina”, la Macchina di Santa Rosa, e serve a misurare resistenza, passo e testa. Tradizionalmente si svolge in tre giorni: due riservati ai facchini veterani, il terzo agli aspiranti. Quest’anno, novità: i giorni diventano quattro, con un appuntamento extra domenica mattina dedicato esclusivamente alle nuove leve che vogliono cimentarsi con la cassetta.

Il calendario è serrato: oggi, 18 giugno 2026, domani e sabato tocca ai veterani; domenica mattina, spazio ai ragazzi che vorranno provare. Dentro la chiesa della Pace è allestito un punto medico: personale sanitario controlla i facchini prima e dopo la prova, perché la tradizione è sacra ma la sicurezza non è un optional.

Momenti di commozione quando uno dei veterani del “sollevate e fermi” Pierpaolo Laureti, per problemi di salute a rinunciato a fare la prova. “Pierpaolo Laureti è il facchino – ha detto Aspromonte stringendolo orgogliosamente -. Ha rinunciato perché sapeva di non poter essere al 100%. Sono fiero di essere il tuo capo facchino”.
L’edizione di quest’anno ha visto come ospiti d’onore: il presidente del consiglio Marco Ciorba, il vicario della diocesi don Luigi Fabbri, il questore di Viterbo Giorgio Di Munno, il cappellano del Sodalizio dei facchini di santa Rosa don Alfredo Cento, l’ideatore di Dies Natalis Raffaele Ascenzi, la rettrice dell’Università degli studi della Tuscia Tiziana Laureti, il generale di divisione comandante dell’Aviazione dell’Esercito (Aves) Salvatore Annigliato, il presidente provinciale dell’Avis Luigi Mechelli, Il comandante della finanza Carlo Pasquali, e suor Francesca Pizzaia. A pochi metri, una platea sempre più ampia assiste allo sforzo dei facchini: ciò che era un momento intimo, riservato ai Cavalieri di Santa Rosa, è diventato nel tempo un rito popolare e folkloristico. Il pubblico tifa, i facchini stringono i denti: qualcuno sorride, qualcuno prega, tutti contano i passi. Perché a Viterbo la forza si misura in metri, il coraggio in giri, e l’orgoglio in una cassetta da 150 chili.