

VITERBO - Si svolgeranno oggi i funerali di Luigi Vecchione, l'ingegnere suicidatosi mercoledì in casa sua dopo aver denunciato alle autorità l'esistenza di una ''concorsopoli'' all'interno dell'università.
Il 43enne originario di Alatri aveva alternato per tanti anni lavoro e studio, conseguendo il titolo di ingegnere alla Sapienza nel 2011. Dopo la laurea, si era stanziato in un laboratorio dell'Università della Tuscia nella quale aveva preso il dottorato.
Dopo tanti anni di studi, nel 2016 arriva l'opportunità di diventare tecnico amministrativo di laboratorio tramite un concorso. ''Ero l'unico senza protezioni alle spalle - ha detto l'ingegnere al suo avvocato, Angelo Testa -. Il vincitore era stato già scelto e così i tre posti alle sue spalle. Io sono arrivato a pari merito con il quarto, ma, più anziano, sono rimasto fuori dalla graduatoria. Solo io'.
Già dopo l'esito di quel concorso, Vecchione si era rivolto all'Autorità nazionale anticorruzione, presentando alcune registrazioni audio come prova per avvalorare la sua tesi. Ma nonostante gli inviti ad indagare presentati alle procure di Roma e Viterbo, l'inchiesta non era mai realmente partita. Il 31 agosto, il suo contratto alla Sapienza è terminato, ma l'ateneo ha deciso di non rinnovarlo (''Mi hanno allontanato perché hanno scoperto che li ho denunciati'' ha riferito il 43enne davanti alle autorità).
Mercoledì, quattro ore prima di compiere l'estremo gesto, Vecchione era con il suo legale agli uffici della squadra mobile di Frosinone. Dopo aver raccontato per l'ultima volta la sua vicenda in questura, l'ingegnere è tornato a casa, ha lasciato un biglietto chiedendo ai suoi genitori di portare tutto al suo avvocato e si è tolto la vita.