

Con il Giubileo del 2000 la Tuscia, dopo alcuni decenni di attesa, ottenne l’elettrificazione della linea ferroviaria Roma-Viterbo. Per ottenere la realizzazione di almeno una parte delle infrastrutture di cui ha bisogno per diventare un provincia “normale”, può solo sperare in un altro grande evento: l’ipotetica assegnazione a Roma delle Olimpiadi del 2020. Lo ha detto senza infingimenti l’assessore ai Trasporti della Regione Lazio Francesco Lollobrigida intervenendo al convegno “Quale mobilità per lo sviluppo del Viterbese” organizzato dalla Cgil.
“Non abbiamo i soldi – ha detto Lollobrigida -, ma abbiamo indicato una via proponendo un protocollo d’intesa alle Fs per Roma 2020, che non è stato ancora firmato, dal quale dipende molto delle sviluppo delle ferrovie laziali. Ci abbiamo inserito anche la tratta Capranica-Civitavecchia”.
Anche per il completamento della superstrada Viterbo- Civitavecchia, in particolare per il tratto di 17 km da Monte Romano sud all’Aurelia, bisogna confidare in una “vittoria olimpica”. Servono oltre 350milioni di euro che nessuno sa dove trovare.
Da tempo, il presidente di Unindustria Domenico Merlani va proponendo di farla realizzare ai privati, in particolare alla Società autostrada tirrenica (Sat), impegnata nella costruzione della Civitavecchia-Livorno, in cambio dell’applicazione del pedaggio per un congruo periodo di tempo.
Un’ipotesi cui non crede la segretaria provinciale della Ggil Miranda Perinelli, secondo la quale non sarebbe giusto “far completare in project financing un’opera realizzata all’80% con fondi pubblici, facendo poi pagare il pedaggio agli utenti”.
Di diverso avviso il presidente della Provincia Marcello Meroi: “ben vengano i soldi dei privati – ha detto - soprattutto se il Pubblico non ha la possibilità di intervenire per carenza di fondi”.
L’elenco delle opere indicate dalla Cgil per il rilancio economico del territorio è lungo e sempre lo stesso dal secondo Dopoguerra: il raddoppio della linea ferroviaria Roma-Cesano-Viterbo, la riapertura della Viterbo-Civitavecchia, l’ammodernamento della tratta ex Roma – Nord,, della cui trasformazione in una sorta di metropolitana di superficie si parla da oltre trent’anni, il raddoppio della Cassia, fermo al confine tra la province di Roma e Viterbo, per il quale è stato redatto e depositato alla Regione Lazio l’ennesimo progetto. E, appunto, la Orte-Viterbo-Civitavecchia, da tutti indicata come opera prioritaria.
Nessuno, ma proprio nessuno, ha detto che il potenziamento dei collegamenti tra Viterbo e Roma è indispensabile anche per il futuro aeroporto della Tuscia. Uno scalo con un grande avvenire alle spalle.