


VITERBO – Un bilancio che riaccende l’attenzione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e sulla necessità di rafforzare la prevenzione. Nel Lazio, tra giugno e agosto, 24 persone hanno perso la vita mentre lavoravano. A questo dato si aggiunge l’aumento degli infortuni denunciati nei primi otto mesi del 2026, con una crescita che coinvolge tutte le province della regione. A evidenziarlo è la Cgil di Roma e Lazio, che ha elaborato i dati dell’Inail e richiama l’attenzione su un fenomeno che continua a destare forte preoccupazione.
'È stata un’estate di sangue per il lavoro nel Lazio: 24 persone hanno perso la vita sul lavoro nei mesi di giugno, luglio e agosto. Un dato drammatico, che si accompagna a una crescita continua delle denunce di infortuni e conferma quanto la salute e la sicurezza di lavoratrici e lavoratori siano ancora troppo spesso subordinate all’organizzazione e ai ritmi del lavoro”.
“Nel solo mese di agosto nel Lazio sono state presentate 2.498 denunce di infortunio, un’impennata dell’11,7% rispetto allo stesso mese del 2025. Si tratta di un’accelerazione ancora più forte di quella registrata nei mesi precedenti. Nello stesso mese sono state 8 le denunce con esito mortale”, continua il sindacato.
“Guardando ai primi otto mesi dell’anno – spiega il sindacato -, le denunce complessive salgono da 28.141 a 30.417, con un incremento dell’8,1%. A crescere ancora di più sono gli infortuni avvenuti in occasione di lavoro, che passano da 21.712 a 23.767, +9,5%. Il dato più grave riguarda le denunce con esito mortale, che passano da 53 a 62, +17%, mentre quelle avvenute in occasione di lavoro aumentano da 32 a 39, quasi il 22% in più”.
“L’aumento interessa tutte le province del Lazio. A Viterbo le denunce crescono del 13%, a Rieti del 10%, a Roma dell’8,3%, a Latina del 6,6% e a Frosinone del 3,3%. Anche sul fronte delle morti il quadro peggiora: Roma passa da 34 a 40 denunce con esito mortale, Latina da 7 a 10 e Rieti da 1 a 2”, prosegue la Cgil.
Tra le attività economiche che registrano il maggior numero di denunce di infortunio avvenuto in occasione di lavoro figurano il trasporto e il magazzinaggio, con 2.106 casi, la sanità e l’assistenza sociale, con 2.042, il commercio, con 1.633, e le costruzioni, con 1.505.
Alcuni comparti mostrano inoltre aumenti particolarmente elevati in termini percentuali. È il caso delle attività artistiche, sportive e di intrattenimento, cresciute del 42,2%, e delle attività professionali, scientifiche e tecniche, in aumento del 18,3%. Nel settore delle costruzioni, le denunce con esito mortale sono passate da cinque a otto.
Il sindacato segnala infine una crescita degli infortuni denunciati anche tra le donne e nelle fasce più giovani della popolazione lavorativa. Per le lavoratrici l’aumento è del 10,4%, mentre tra i ragazzi e i giovani adulti le variazioni più rilevanti riguardano la fascia tra i 15 e i 19 anni, con il 14,1% in più, quella tra i 20 e i 24 anni, con l’11,5%, e quella tra i 25 e i 29 anni, con il 10,9%.
“In forte crescita percentuale le attività artistiche, sportive e di intrattenimento, +42,2%, e le attività professionali, scientifiche e tecniche, +18,3%. Nelle costruzioni le denunce con esito mortale passano da 5 a 8 – conclude il sindacato -. A preoccupare è anche l’aumento tra le donne, per le quali le denunce salgono del 10,4%, e tra le fasce più giovani: tra i 15 e i 19 anni l’incremento è del 14,1%, tra i 20 e i 24 anni dell’11,5% e tra i 25 e i 29 anni del 10,9%”.