ANNO 16 n° 274
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Inchiesta Asl, ammessa costituzione di parte civile dell'Associazione antimafia Caponnetto

VITERBO – Il giudice per l’udienza preliminare di Viterbo ha ammesso la costituzione di parte civile dell’Associazione per la Lotta contro le Illegalità e le mafie Antonino Caponnetto, nel maxi processo a carico dell’ex direttore generale della Asl Giuseppe Aloisio e altri ventitré indagati.

Si tratta di imprenditori, funzionari e dirigenti dell’azienda sanitaria accusati a vario titolo di di corruzione, concussione, turbativa d’asta, abuso d’ufficio e falso ideologico. Reati che, secondo l’accusa, sono stati commessi tra il 2006 e il 2009.

Tra i principali indagati figurano Roberto e Fabio Angelucci, padre e figlio, proprietari della clinica Nuova Santa Teresa di Viterbo e Casa di Cura di Nepi, e Mauro Paoloni, consulente plenipotenziario di Aloisio.

Lo ha reso noto la stessa Associazione Caponnetto, rappresentata dall’avvocato Enrico Mezzetti. ''Le eccezioni di inammissibilità della costituzione di parte civile, sollevate dai difensori di tutti gli indagati – spiega una nota -, sono state rigettate dal Gup in base al principio secondo cui possono costituirsi parti civili gli enti e le associazioni qualora i reati contestati vengano a frustrare proprio lo scopo da essi perseguito. E’ infatti indiscutibile – prosegue - che tra gli scopi statutari della Associazione Caponnetto vi sia quello di promuovere, curare e sviluppare la cultura della legalità e sostenere le forme di partecipazione e di controllo delle istituzioni''.

Infine, l’Associazione Caponnetto ricorda che l’indagine giudiziaria fu di fatto anticipata dalla pubblicazione ,nel gennaio 2008, da parte del segretario provinciale Luigi Daga, deceduto nel dicembre 2010, di un dossier intitolato ''Il Salasso'' nel quale erano esposti molti dei fatti poi divenuti oggetto d’indagine.

Il processo riprenderà il 23 aprile prossimo.




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