ANNO 16 n° 272
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Incentivo al biologico, Cer e stop a discariche: i primi 10 anni di attivitą del Biodistretto della via Amerina
Il presidente Crucianelli: 'Territorio complesso. Noi, come i salmoni, siamo andati spesso controcorrente'

 

Le 'battaglie' del biodistretto della via Amerina riassunte in dieci anni di attività
Il presidente Crucianelli: 'Territorio complesso. Noi, come i salmoni, siamo andati spesso controcorrente'
CIVITA CASTELLANA - 'Dieci anni a difesa del nostro territorio, dieci anni in prima linea per la tutela dell'agro falisco e dei monti Cimini', è nelle parole di benvenuto del sindaco Luca Giampieri che è riassunto il senso della conferenza organizzata dal biodistretto delle Forre e della via Amerina, per i dieci anni di attività. Incontro che si è tenuto ieri mattina al Forte Sangallo. Presenti tutti i sindaci dei tredici comuni aderenti e numerose personalità del mondo politico e dell'associazionismo, tra cui i consiglieri regionali Daniele Sabatini e Marta Bonafoni. A fare gli onori di casa il presidente del biodistretto Famiano Crucianelli.
'La terra che vorrei' è stato il titolo della conferenza, che ha unito come in un fil rouge passato e presente con progettualità che guardano al domani. Dieci anni di attività che hanno visto il biodistretto impegnato in numerose 'battaglie', come la ferma opposizione alla creazione di discariche, l'incentivazione al biologico, la cura dei terreni di contro alla coltivazione intensiva, l'incentivazione alla costituzione di comunità energetiche rinnovabili, il contrasto al cambiamento climatico, l'opposizione alla cultura del cibo sintetico, il sostegno al turismo sostenibile, lo stanziamento di fondi Pnrr per progetti di sostenibilità ed economia circolare ed, infine, il contrasto alla spopolamento delle aree interne. 
'Il nostro lavoro è stato incessante - ha dichiarato il presidente Crucianelli - e, come i salmoni, siamo andati spesso controcorrente', ha detto con ironia. 'Ma la complessità del nostro territorio ce lo ha imposto'. Crucianelli ha così tracciato in una linea temporale tutte le iniziative che il biodistretto ha portato avanti in questi anni, scongiurando la recente proposta di costruire una discarica atta a contenere 100mila tonnellate di scorie nucleari tra i comuni del biodistretto.
'Sarebbe una violenza intollerabile per questo territorio, che dobbiamo impedire con ogni mezzo. E questo - continua - lo dobbiamo fare per le future generazioni perchè, allo stato di fatto, stiamo lasciando un debito ecologico pesantissimo ai nostri figli e nipoti'. Altro tassello importante, più volte ricalcato da Crucianelli, è stato proprio il fattore formazione didattica: 'Utile ad avviare un primo passo che sia di carattere culturale anzichè politico'.
Il richiamo alla politica è stato forte, e la politica dalla sua ha risposto: 'Oggi nel lazio esistono 10 biodistretti e due sono in approvazione - ha riferito Paolo Gramiccia, della direzione agricoltura della regione Lazio - Entro il 2030 l'europa dovrà raggiungere il 25 percento di superficie coltivata in biologico e per questo abbiamo pensato all'istituzione di un tavolo per il biologico e di filiera, in virtù del fatto che nel Lazio abbiamo il 40 percento della superficie biologica coltivata. Al contempo è importante ragionare sulla sostenibilità delle nostre imprese e garantire loro redditività'.
'Su questo biodistretto insistono tutte le aziende del distretto ceramico - ha detto Augusto Ciarrocchi, vicepresidente Confindustria ceramica -, che da anni investono su progetti eco-sostenibili. Basti pensare allo smaltimento dei residui di produzione che non finiscono più un discarica, ma vengono riutilizzati come sottoprodotti a favore dell'ambiente e dell'economia circolare'.
Fari puntati anche dall'Europa, che ha recentemente riconosciuto il biodistretto tra i migliori tre in Ue: 'Questo è il primo caso in europa dove 13 comuni si sono uniti per redarre un unico Paesc, ovvero il piano di azione per l'energia sostenibile - ha affermato Alessandra Cassisi, referente di Civiesco per Redream -. Dati statistici riferiti al 2020-2021 ci dicono che il suolo consumato, ovvero costruito, nei 13 comuni è stato pari a 3mila ettari'. Il calcolo è presto fatto. 'Sfruttando queste coperture sarebbe possibile produrre circa 1milione di megawatt l'anno in termini di energia rinnovabile. La superficie necessaria per il biodistretto per essere autosufficente dal punto di vista energetico sarebbe di circa 8milioni di metri quadri. Di conseguenza, se utilizzassimo soltanto il 27 percento delle nostre superfici coperte con il fotovoltaico, sarà possibile soddisfare l'autoconsumo di questo territorio, sia comunale, terziario e industriale'.



CIVITA CASTELLANA - 'Dieci anni a difesa del nostro territorio, dieci anni in prima linea per la tutela dell'agro falisco e dei monti Cimini', è nelle parole di benvenuto del sindaco Luca Giampieri che è riassunto il senso della conferenza organizzata dal biodistretto della via Amerina e delle forre, per i dieci anni di attività. Incontro che si è tenuto ieri mattina al Forte Sangallo. Presenti tutti i sindaci dei tredici comuni aderenti e numerose personalità del mondo agricolo, politico e dell'associazionismo, tra cui i consiglieri regionali Daniele Sabatini e Marta Bonafoni. A fare gli onori di casa il presidente del biodistretto Famiano Crucianelli.

'La terra che vorrei' è stato il titolo della conferenza, che ha unito come in un fil rouge passato e presente con progettualità che guardano al futuro. Dieci anni di attività che hanno visto il biodistretto impegnato in numerose 'battaglie', come la ferma opposizione alla creazione di discariche, l'incentivazione al biologico, la cura dei terreni di contro alla coltivazione intensiva, l'incentivazione alla costituzione di comunità energetiche rinnovabili, il contrasto al cambiamento climatico, l'opposizione alla cultura del cibo sintetico, il sostegno al turismo sostenibile, lo stanziamento di fondi Pnrr per progetti di sostenibilità ed economia circolare, l'invocazione di un reddito agricolo minimo ed, infine, il contrasto alla spopolamento delle aree interne. 

'Il nostro lavoro è stato incessante - ha dichiarato il presidente Crucianelli - e, come i salmoni, siamo andati spesso controcorrente'. 'Ma la complessità del nostro territorio ce lo ha imposto'. Crucianelli ha così tracciato in una linea temporale tutte le iniziative che il biodistretto ha portato avanti in questi anni, scongiurando la recente ipotesi di costruire un deposito di scorie radioattive nella Tuscia.

'Sarebbe una violenza intollerabile per questo territorio, che dobbiamo impedire con ogni mezzo. E questo - continua - lo dobbiamo fare per le future generazioni perchè, allo stato di fatto, stiamo lasciando un debito ecologico pesantissimo ai nostri figli e nipoti'. Altro tassello importante, più volte ricalcato da Crucianelli, è stato proprio il fattore formazione didattica: 'Utile ad avviare un primo passo che sia di carattere culturale anzichè politico'.

Paolo Gramiccia, dir. agricoltura regione Lazio

 

Il richiamo alla politica è stato forte, e la politica dalla sua ha risposto: 'Oggi nel lazio esistono 10 biodistretti e due sono in approvazione - ha riferito Paolo Gramiccia, della direzione agricoltura della regione Lazio - Entro il 2030 l'europa dovrà raggiungere il 25 percento di superficie coltivata in biologico e per questo abbiamo pensato all'istituzione di un tavolo per il biologico e di filiera, in virtù del fatto che nel Lazio abbiamo il 40 percento della superficie biologica coltivata ma i nostri prodotti con fatica arrivano sugli scaffali della grande distribuzione. Al contempo è importante ragionare sulla sostenibilità delle nostre imprese e garantire loro redditività'.

Augusto Ciarrocchi, confindustria

'Su questo biodistretto insistono tutte le aziende del distretto ceramico - ha detto Augusto Ciarrocchi, vicepresidente Confindustria ceramica -, che da anni investono su progetti eco-sostenibili. Basti pensare allo smaltimento dei residui di produzione che non finiscono più un discarica, ma vengono riutilizzati come sottoprodotti a favore dell'ambiente e dell'economia circolare'.

Alessandra Cassini, progetto Redream

Fari puntati anche in Europa, che ha recentemente riconosciuto il biodistretto tra i migliori tre in Ue: 'Questo è il primo caso in europa dove 13 comuni si sono uniti per redarre un unico Paesc, ovvero il piano di azione per l'energia sostenibile - ha affermato Alessandra Cassisi, referente di Civiesco per Redream -. Dati statistici riferiti al 2020-2021 ci dicono che il suolo consumato, ovvero costruito, nei 13 comuni è stato pari a 3mila ettari'. Il calcolo è presto fatto. 'Sfruttando le coperture degli immobili sarebbe possibile produrre circa 1milione di megawatt l'anno in termini di energia rinnovabile. La superficie necessaria per il biodistretto per essere autosufficente dal punto di vista energetico sarebbe di circa 8milioni di metri quadri. Di conseguenza, se utilizzassimo soltanto il 27 percento delle nostre superfici coperte con il fotovoltaico, sarà possibile soddisfare l'autoconsumo di questo territorio, sia comunale, terziario e industriale'.




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