ANNO 16 n° 272
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Inaugurato il nuovo circolo Pd ma il vescovo non da la benedizione
Fioroni: ''Fatto senza precedenti''

VITERBO - Taglio del nastro del nuovo circolo Pd in via Galvani ma il vescovo non si presenta e non benedice la sede. Un fatto senza precedenti per l'onorevole Fioroni intervenuto insieme al segretario del circolo Aldo Bellocchio, al segretario provinciale Andrea Egidi, alla vicesindaco Luisa Ciambella, al deputato viterbese Alessandro Mazzoli e al presidente della sesta commissione del Lazio Enrico Panunzi.

Un episodio che da cattolico, già democristiano, l'onorevole non manda giù.

“E’ una cosa che non ha precedenti nella storia delle diocesi di questo nostro paese e di questa nostra repubblica – ha detto Fioroni - Il vescovo ha stabilito che le sedi di partito, che sono costituzionalmente garantite e servono al confronto e al dialogo dei cittadini oltre che alla vita democratica, non possono essere oggetto di benedizione pubblica. Ma riconduce le benedizioni delle sedi di partito a una vicenda di natura privata e intimistica'.

''Noi non siamo 'non expedit' - ha aggiunto l'ex ministro -  dove i cattolici devono essere in sacrestia perché la politica è brutta e cattiva. Credo che l'insegnamento di papa Francesco sia di genere completamente diverso e sia quello di invitare a sentire la responsabilità di rimboccarci le maniche. Se uno ha un problema, il pensare di risolverlo da solo è egoismo, rendersi conto che quel problema è comune a tutti - diceva Don Milani - è politica''.

''La benedizione della nostra sede - ha detto l'onorevole - afferisce a una sensibilità che hanno coloro che credono nei valori che quella benedizione incarna, coloro che ritengono che la politica sia un tentativo di costruire il bene comune. Che la politica - ha specificato Fioroni - sia un esercizio di un'attività che non prevede di favorire questo o quello ma prevede di realizzare, con fatica, o di concorrere a realizzare il bene comune. Ritengo questo comportamento l’espressione di una testa che guarda all’indietro''.

Fioroni ha auspicato che ''il vescovo voglia ripensare a questo suo atteggiamento''. 




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