

VITERBO - Sono stati oltre 16mila i giovani che hanno partecipato al concorso pubblico per 112 posti di allievi marescialli. La provenienza geografica e' al 18% dal nord Italia, il 31% dal centro e il 51% dal sud e dalle isole. E' stato reso noto oggi, nel corso della cerimonia dell'anno accademico 2011-1012 della Scuola sottufficiali dell'Esercito di Viterbo, presieduta dal generale Giuseppe Valotto, Capo di Stato Maggiore dell'Esercito e dal rettore dell'Universita' della Tuscia Marco Mancini.
''Ci vengono unanimemente riconosciuti dalle massime autorita' militari internazionali – ha detto Vallotto - gli enormi passi in avanti compiuti in tutti i settori ma, soprattutto, in quello fondamentale della formazione dei giovani''. Poi, rivolgendosi agli allievi marescialli, ha aggiunto: ''Non abbiate paura delle responsabilita', ricercatele, onoratele e assolvetele nel migliore dei modi. Solo cosi' potrete cogliere le soddisfazioni di un mestiere, quello delle armi, che sebbene difficile e complesso, non ha eguali per intensita' e ricchezza morale''.
Dal 1998, sono stati formati nella scuola sottufficiali di Viterbo piu' di 2700 marescialli. L'iter formativo prevede, al termine di un triennio di studi, il conseguimento della laurea di primo livello in Scienze organizzative e gestionali, presso l'Universita' della Tuscia, per tutti i marescialli che assumeranno l'incarico di comandante di plotone. Quelli destinati agli incarichi di sanita' conseguiranno, invece, la laurea triennale in Scienze infermieristiche presso l'Universita' di Roma Tor Vergata.
L’Italia è stato il primo paese a investire 3 anni nella formazione dei Marescialli. L'ter formativo si sviluppa in tre anni; in particolare nel primo anno gli Allievi Marescialli sostengono otto esami universitari con i docenti dell'Università degli Studi della Tuscia e 17 esami militari; nel corso del secondo anno, 7 esami universitari e 9 esami militari. Il terzo anno, infine, è dedicato allo studio delle materie militari presso le scuola d'arma e specialità dell'Esercito.