

VITERBO - (ni.sa.) Seconda edizione de ''La Tuscia del vino 2016'', guida all'enologia della nostra terra. ''Ma soprattutto - sottolinea con vigore Carlo Zucchetti, il curatore - un racconto della nostra vita, della nostra cultura e della nostra biodiversità''. La presentazione del volume è in programma domenica 1 ottobre a Montefiascone presso il Ristorante Hotel ''La Carrozza d'Oro'': è prevista una degustazione guidata oltre che la premiazione di alcune aziende.
''L'enologia della Tuscia - interviene Francesco Monzillo, segretario generale della Camera di commercio - presenta luci e ombre. Da un lato il progressivo abbandono della superficie coltivata, motivata anche dai contributi per l'abbattimento concessi con eccessiva larghezza; poi l'eccessiva frammentazione, le difficoltà di gestione e ancora i prezzi spesso non remunerativi per i produttori. Ma accanto a queste oggettive criticità, va messo nella necessaria evidenza innanzitutto la qualità della produzione. Che è eccellente e che tende continuamente a migliorare. Il lavoro e la professionalità stanno dando frutti importanti. Il marketing territoriale nasce dalla serietà della proposta e di fatto discende dal vino. L'enogastronomia ha sicuramente una componente legata ai cibi e ai prodotti, ma la componente eno ha una preponderanza indiscutibile''.
Alla creazione della guida contribuisce la filiale di Montefiascone della Bcc di Roma. ''Per una banca del territorio come la nostra - spiega il direttore Mirko Marianello - è una presenza pressoché obbligata perché una consistente parte della nostra economia è fatta di agricoltura e quindi, in particolare, di viticoltura. È un dovere essere presenti perché la guida finalmente concentra in un unico volume tutte le aziende del territorio. Un modo intelligente per supportare chi vuole portare conoscenza in un settore fondamentale. Peraltro, proprio l'assenza nella nostra terra di forme di industrializzazione selvaggia, oggi può essere un vantaggio da sfruttare. Per questo la Bcc Roma sta lavorando per essere ancora più vicina alle aziende che operano nel settore''.
Francesca Mordacchini Alfani fornisce alcune spiegazioni pratiche sulla guida: ''Per dare una valutazione ai vini e alle cantine, ci siamo ispirati alla storia del vescovo Defuk e soprattutto del servo Martino, un nostro collega degustatore. Lui girava, assaggiava e poi dava un giudizio scrivendo 'Est' una o più volte per sottolineare la qualità. Noi abbiamo fatto lo stesso assegnando un Est ai vini da assaggiare, 2 a quelli che seducono e 3 a quelli che meritano una lunga sosta. Il cappello invece è riservato alle cantine. La novità della seconda edizione è l'allargamento della zona di interesse all'Orvietano. Complessivamente sono 108 le cantine testate, delle quali 79 nella Tuscia''.
Alessandra De Tommaso si lancia una rivisitazione quasi filosofica del ''nettare odoroso''. ''Abbiamo compiuto un percorso lungo, appassionante e coinvolgente che ci ha permesso di verificare come i 3 Est assegnati lo scorso anno sono stati tutti confermati, e non è scontato, ai quali se sono aggiunti altri. Questo significa che la qualità si conferma e si accresce. E poi abbiamo avuto la possibilità di conoscere e apprezzare le cantine e loro affascinanti storie. Un'esperienza fantastica per la quale è doveroso ringraziare tutti coloro che hanno contribuito alla nascita della guida''.
Infine, alcune informazioni di carattere pratico: sono 108 le cantine visitate e oltre 500 i vini assaggiati. Le cantine col cappello sono in tutto 17 (10 nel 2015 e 7 quest'anno). Il territorio è stato suddiviso in 9 aree geografiche. La guida ''La Tuscia del vino 2016'' (256 pagine, 1500 copie per la prima stampa) costa 10 euro e si può acquistare in edicola, in libreria, on line e nei locali e ristoranti partner dell'iniziativa.