ANNO 16 n° 273
In una settimana 52 casi e balzo in avanti dei positivi (+30)
Preoccupa la situazione nella Tuscia. Situazioni delicate a Ronciglioe, Nepi e Civita Castellana

VITERBO - Cinquantadue casi in una settimana a fronte di 27 guarigioni, con gli attualmente positivi che schizzano da 102 a 132 (+30) nel giro di sette giorni. Sono i numeri del coronavirus nella Tuscia, che continua ad aumentare di ora in ora, come d'altra parte sta avvenendo in tutto il resto d'Italia, con situazioni più o meno critiche. Cinque i pazienti in più (da 3 a 8) ricoverate nel reparto di malattie infettive dell'ospedale di Belcolle. Uno dei dati in controtendenza è quello delle quarantene fiduciarie, scesa da 450 a 393, segnale che la capillare azione preventiva messa in atto dalla Asl di Viterbo in collaborazione con i comuni dove si sono verificati gli ultimi casi sta dando i suoi frutti. Tra i centri maggiormente colpiti, capoluogo a parte, sono sotto osservazione Ronciglione, Nepi e Civita Castellana. A Ronciglione, dove i casi hanno superato la decina, l'ordinanza del sindaco Mengoni - che aveva imposto qualche giorno prima del presidente della Regione Zingaretti l'obbligo di mascherina all'aperto h24, oltre al divieto di assembramenti - si sta rivelando utile per contrastare ulteriormente il diffondersi dei conntagi. A Nepi e Civita invece si sta proponendo un altro problema, quello della presenza di persone contagiate in luoghi pubblici come il Comune (a Nepi) e le scuole (a Civita, nella frazione di Sassacci). La chiusura del Palazzo comunale nel primo caso e la sanificazione dei plessi scolastici, materna ed elementari, nel secondo, sommata alla quarantena obbligatoria imposta sia ai dipendenti nepesini venuti in contatto con la persona contagiata dell'ufficio ragioneria e tributi sia ad alunni e docenti delle scuole falische, è il primo passo per arginare il covid. La speranza è, ovviamente, che quanto prima i risultati possano vedersi con una frenata dei casi.




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