ANNO 16 n° 273
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'In Regione un tavolo permanente sulla nocciola'
Ieri audizione in commissione agricoltura su crisi corilicoltura. Righini: 'Sfide importanti da affrontare'

ROMA - 'Da quattro anni il settore corilicolo è in crisi, le perdite economiche sono state ingenti e il domani è incerto, per questo motivo intendo istituire un tavolo permanente sulla nocciola per capire come affrontare le sfide del futuro', a parlare è l'assessore all'agricoltura della regione Lazio Giancarlo Righini durante l'audizione in commissione agricoltura, presieduta da Giulio Zelli, che ha messo al centro dell'agenda politica idee e soluzioni per fronteggiare la crisi di settore. Presenti all'incontro alcuni sindaci della Tuscia, tra cui Caprarola, Ronciglione, Vallerano e Vasanello; il capogruppo di Fratelli d'Italia Daniele Sabatini, il presidente Coldiretti Lazio David Granieri e Antonio Parenti di Confagricoltura Lazio, insieme a Assofrutti, Cpn - cooperativa produttori nocciole- e Andrea Ferrante del Biodistretto della via Amerina, l'Università della Tuscia. Grande assente Alessandro Romoli in rappresentanza della provincia di Viterbo.

'Da parte degli intervenuti - ha dichiarato Zelli - sono arrivate diverse proposte interessanti che saranno vagliate nelle prossime settimane, si passerà poi ad analizzare gli aspetti tecnici il prossimo 25 novembre quando si riunirà la prima sessione del tavolo tecnico'.

Un'iniziativa che è stata condivisa con favore da tutti i partecipanti, in ballo c'è il futuro economico-strutturale di una provincia che sulla nocciola ha investito, e continua a investire, milioni di euro. La Tuscia, infatti, è la seconda provincia in Italia per la produzione di nocciole, ma da oltre quattro anni sta affrontando una crisi senza precedenti: 'La nocciola - ha affermato Granatieri presidente Coldiretti - ha operato un vero e proprio miracolo portando le aree interne a diventare più ricche. Oggi abbiamo il problema dei cambiamenti climatici, che incidono sulla produzione, e della cimice asiatica, che abbassa la qualità del prodotto e dunque il prezzo.

La soluzione: riuscire a mettere a rete interventi di tipo legislativo e tecnico-strutturale per fronteggiare la crisi, cominciando, secondo quanto suggerito da Granatieri, con il riconoscimento del prodotto d'origine, ossia il marchio Dop alla nocciola della Tuscia. Nel frattempo nella provincia di Viterbo è partito il lancio della vespa samurai, antagonista naturale della cimice, in circa una decina di aree. Per vedere i primi effetti bisognerà attendere qualche anno. In questo lasso di tempo si dovrà capire quale strategie adottare  per contrastare l'attacco del temuto insetto. 

Discendenti, presidente di Cpn, parla di lotta integrata, che prevede una riduzione dell'uso di prodotti fitosanitari e fertilizzanti. Una sorta di 'situazione cuscinetto' in attesa che la vespa samurai si insedi nel modo giusto e cominci a produrre gli effetti sperati. Sandra Arcangeli, di Euronocciola, ragiona sui freddi numeri: 'Abbiamo 4mila ettari di noccioleti che nel 2021 producevano 350 milioni di fatturato. La produzione è peggiorata di anno in anno, nel 2024 il guasto è stato del pari al 48 percento, non c'è più fiducia nel settore'.

'Per tutti questi motivi - ha dichiarato Parenti di Confagricoltura - intendiamo chiedere un incontro in provincia con Ferrero per affrontare criticità con il sostegno della regione.

Il direttore regionale Aleandri ha fatto sapere che sarà possibile finanziare le trappole per abbattere il numero di cimici presenti nella fase autunnale.




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