

di Domenico Savino
VITERBO – Meritocrazia, partecipazione, onestà. Sono i tre punti cardinali dell’impegno di Fratelli d’Italia. Ieri pomeriggio a Viterbo è piombata Giorgia Meloni, fondatrice insieme a Guido Crosetto e Ignazio La Russa del movimento politico nato da pochi mesi (28 dicembre 2012) e già particolarmente attivo sia a livello nazionale, che a livello locale. La sede di via Romiti era gremita di rappresentanti politici che hanno aderito a Fratelli d’Italia: da Mauro Rotelli a Gianluca Mantuano, da Paolo Bianchini a Luigi Mari Buzzi compreso il transfugo del Pdl a Palazzo dei Priori Antonio Fracassini (gli altri due sono Marcucci e Bracaglia).
Anche il presidente della Provincia Marcelo Meroi, che non ha fatto mistero di sostenere la candidatura alla Regione di Bianchini, ha ascoltato la Meloni. Ed era presente anche Marco Torromacco, il cui passaggio al movimento della Meloni è propedeutico alla creazione del gruppo in Provincia. Infatti è lo stesso Rotelli che lo conferma: “Dal momento che, da statuto, sono necessari tre consiglieri per creare un gruppo ora con Torromacco, Camilli e Mantuano saremo presenti anche a Palazzo Gentili”.
Ma il pomeriggio è tutto dedicato a Giorgia Meloni che inizia il confronto dopo essere stata a Civita Castellana: ''Sono convinta che la partita sia tutta da giocare – attacca – e lo testimonia l’ansia che si nota a sinistra. Non riesco a comprendere i numeri che dicono che Fratelli d’Italia è attestata all’1% quando invece io sto notando una massiccia presenza ai nostri incontri elettorali: C’è tanta gente che partecipa ai nostri incontri, che ci pone delle questioni, che vuole mettere al centro la politica e i suoi valori fondanti. Sto incontrando gente che non andava più a votare, gente che era disamorata verso la politica, gente che votava per Grillo. Faccio politica da tempo e non mi fido dei sondaggi''.
Incalzata dai cronisti snocciola il suo programma: ''Sulla decisione di restituire l’Imu sono d’accordo con il Pdl, anche perché siamo stati noi i primi a proporne la restituzione, ma con una differenza: l’emissione di titoli di stato a cinque e dieci anni per far sì che quei soldi possano poi rientrare agli italiani''. Tuttavia Meloni si smarca dalle proposte berlusconiane di condono tombale e amnistia: ''Non si possono confondere gli italiani laboriosi con quelli che non pagano le tasse ed è necessario trovare misure di detenzione alternativa per svuotare le carceri. Non si possono rimettere alcuni detenuti in libertà all’improvviso''.
L’Imu e tasse sono due tempi della stessa partita sui quali ci si gioca tanto: ''Il gettito che non rientra più dall’Imu va recuperato con un taglio alla spesa pubblica, con il taglio degli immobili pubblici modificando la destinazione d’uso. Poi ci sono 27 miliardi di euro di fondi europei non spesi che sono una cifra di non poco conto''.
Quindi ribadisce il sostegno a Storace alla Pisana: ''Può fare tanto, conosce il Lazio e l’esito delle elezioni è tutt’altro che scontato. Abbiamo deciso di convergere su Storace non solo perché facciamo parte del centrodestra e non abbiamo intenzione di indebolirlo, ma anche perché ha dimostrato di appoggiare alcuni nostri punti programmatici tra cui l’attenzione alle province che spesso vengono trascurate rispetto a Roma che ha lo status di capitale''. Poi la battuta: ''Sindaco di Viterbo? Potrei candidarmi io''.
Il tour elettorale di Giorgia Meloni è poi proseguito alla Domus dove ha incontrato tutti i candidati viterbesi alle prossime consultazioni. C'era il sindaco di Viterbo Marini, il candidato nel listino di Storace, Arena, l'assessore provinciale alla cultura Fraticelli, io segretario di Confartigianato, De Simone e il presidente di taleta, Marco Fedele.