ANNO 16 n° 274
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In piazza a favore delle donne
La Tuscia si mobilita contro la chiusura del centro ''Erinna''

di Silvia Cannucciari

VITERBO - “Erinna” chiama e Viterbo, la Tuscia ed il Lazio rispondono. Sono arrivati infatti fin da Latina, dalla provincia di Roma e da molte altre parti della regione a sostenere il centro antiviolenza, l’unico nel viterbese, che lo scorso otto luglio ha dovuto chiudere i battenti a causa del mancato rifinanziamento da parta delle istituzioni. Da quel caldo venerdì in cui la direttrice della onlus Anna Maghi annunciava la chiusura temporanea della struttura, si sono susseguite, infatti, le dichiarazioni di solidarietà e gli appelli affinché l’associazione venga salvata, un sostegno culminato nella manifestazione pubblica che si è svolta ieri pomeriggio nel centro di Viterbo.

“Non ci saremmo mai aspettate questo grande appoggio – ha commentato felice Anna Maghi -, è stato davvero soprendente vedere tutto questo calore attorno a noi, considerando il fatto che abbiamo sempre agito in silenzio, senza riflettori puntati sul nostro operato, e questo è un segnale dell’ottimo lavoro che abbiamo svolto sul territorio. Siamo venuti qui per ribadire l’importanza del fornire assistenza alle donne che nella loro quotidianità sono costrette a fare i conti con abusi fisici, psicologici e di ogni altra sorta. Purtroppo non siamo più nelle condizioni di poter offrire quell’aiuto di cui chi si rivolge alla nostra struttura ha bisogno: grazie ai fondi del 2010, infatti, riusciremo a rimanere nella nostra sede fino ad aprile del 2012 e completeremo il percorso con le donne che già stiamo seguendo, ma non saremo in grado di assisterne altre”.

Il problema sta nella mancata erogazione dei fondi relativi al 2011 da parte della Provincia di Viterbo, in base alla convenzione stipulata con l’associazione nel 2006 e rinnovata nel 2009, che sarebbe scaduta il prossimo anno. “Lo scorso 20 maggio ci è giunta la lettera che ci comunicava che la Provincia aveva rescisso la convenzione a partire dal 1° gennaio 2011 – ha spiegato la direttrice di Erinna -, comunicazione arrivata, perciò, sei mesi dopo la decisione intrapresa dall’amministrazione provinciale. Non potendo sostenere le spese di tasca nostra, abbiamo dovuto prendere la dolorosa decisione di chiudere la onnlus, ma noi non ci arrendiamo. Se saremo nelle condizioni di farlo, cercheremo di risponedere al bando regionale per l’accesso ai finanziamenti, ma non sarà facile. Comunque andremo alla Regione per chiedere alle istituzioni non solo di salvare ‘Erinna’ ma di dare un forte appoggio a tutti i centri antiviolenza, affinché sia a livello locale che nazionale ci sia davvero una politica a favore di chi subisce abusi. Per quanto riguarda il nostro territorio – ha concluso Maghi -, avremmo anche una proposta da rivolgere ai sindaci del viterbese, che potrebbe contemplare una piccola donazione in denaro da parte di ogni comune, in base alla grandezza ed alla popolazione del paese, che permetterebbe di raggiungere quei 50/60mila euro annui che ci garantirebbero la sopravvivenza”.

In attesa che tutto questo avvenga, nella manifestazione di ieri è iniziata una raccolta firme a favore della struttura, accompagnata dalla vendita del libro pubblicato da “Erinna” nel 2010 “Al Centro le Donne”, che ha subito avuto un gran riscontro nei numerosi sostenitori che con la loro presenza si sono schierati in difesa dell’associazione.

“Per noi è un dolore enorme questa chiusura – ha commentato una delle tante donne aiutate in questi 10 anni da Erinna -, il loro amore e sostegno è fondamentale per affrontare il dramma della violenza e per poterlo superare, non ti fanno sentire sola e nel corso del tempo diventano la tua famiglia. Sono in grado di darti conforto anche solo con una frase e questo ti scalda il cuore. Non si può privare le donne di questo dono”.

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