ANNO 16 n° 257
In occasione della Festa di San Marciano, Olivia XX racconta del rapporto con la sua città d’origine
La cantautrice parla del legame con Civita Castellana, tra ricordi, musica e ispirazioni: “Mi sento molto felice e onorata, ho alte aspettative per il 19”

CIVITA CASTELLANA - Torna a cantare nella città in cui è nata e cresciuta Arianna Silveri, in arte Olivia XX, uno dei due ospiti del concerto in programma il 19 settembre in occasione della festa di San Marciano. Per la cantautrice civitonica si tratta di un ritorno particolarmente significativo, anche alla luce del rapporto che negli anni ha mantenuto con la propria città.

“Mi sento molto felice e onorata di esser stata chiamata durante le feste di San Marciano e Giovanni, che, dopo il Carnevale, sono l’evento più importante che c'è a Civita Castellana. Soprattutto perché ogni volta che ho avuto a che fare con la mia città a livello artistico, non ho avuto un grande riscontro e questa cosa mi è sempre dispiaciuta; quindi, ho alte aspettative per il 19”.

Arianna Silveri, in arte Olivia XX, è una cantautrice originaria di Civita Castellana. Dopo tanti anni, ha deciso di lasciare la città, per trasferirsi a Terni. Ma non ha mai interrotto il legame con il luogo in cui è nata e cresciuta.

Parlando di Civita Castellana, l'artista descrive una città alla quale è profondamente legata, ma che negli anni ha percepito come carente dal punto di vista culturale. Oggi, tuttavia, guarda con maggiore fiducia al futuro.

“Adesso sento un po' odore di un rinnovo culturale che mi fa piacere”, ha raccontato.

Secondo la sua visione, Civita Castellana potrebbe avere importanti possibilità di crescita sul piano culturale, essendo una delle città più grandi della provincia.

Nel corso degli anni, però, ha avvertito la mancanza di alcuni spazi e occasioni di aggregazione culturale, citando in particolare l'assenza di un cinema e di un teatro. Una situazione che, a suo avviso, ha contribuito a rendere più povera la vita culturale della città.

È proprio nei luoghi più quotidiani di Civita, però, che Olivia XX racconta di aver trovato una parte importante della propria ispirazione. Da quello che ha raccontato si comprende facilmente che i bar frequentati negli anni sono diventati per lei importanti luoghi di incontro e confronto, dove conoscere persone diverse e ascoltare le loro storie. Un'abitudine che la cantante ha mantenuto anche dopo aver lasciato Civita. Il rapporto con le persone e l'ascolto delle loro esperienze sono infatti diventati una componente importante del suo modo di scrivere musica.

“Immagazzino le loro storie nella mia mente e quando mi metto al piano e scrivo una canzone, istintivamente vado a parlare di qualcosa che ho ‘rubato’, nel senso buono, a queste persone. Infatti, penso che i punti di vista siano fondamentali per scrivere qualcosa di nuovo. Se dicessimo tutti le stesse cose basterebbe una persona sola”.

Per Silveri anche le conversazioni più scomode possono trasformarsi in materiale creativo. È il caso di “Quelle come me”, una canzone nata anche da un episodio vissuto in un locale con un uomo che aveva insistito nel corteggiarla nonostante i suoi rifiuti. Un'esperienza vissuta con fastidio che è riuscita a trasformare successivamente in materia per una canzone.

“Meno male” che quell'esperienza è accaduta, racconta oggi con ironia.

Parlando più approfonditamente del ruolo che Civita ha avuto nel suo percorso musicale, Silveri ricorda in particolare Roberto Cabrari, il civitonico che per primo la incoraggiò a dedicarsi al canto e alla scrittura delle canzoni. Prima della musica c'era stata la danza, praticata per diversi anni, ma fu proprio lui a spingerla verso un percorso artistico diverso.

“È stato praticamente il mio Pippo Baudo, quello che mi ha detto: ‘Fa' sta roba perché è roba tua’”.

Non sono però mancate le delusioni. Silveri racconta infatti di aver vissuto in passato alcuni episodi nei quali il pubblico della sua città non ha risposto come avrebbe sperato. Tra questi ricorda un concerto organizzato a Sassacci, dopo la partita degli Europei: terminato l'incontro, nonostante la vittoria dell'Italia, gran parte delle persone presenti lasciò la piazza prima dell'inizio della sua esibizione.

“Lì mi sono sentita profondamente ferita”, racconta, precisando però di non essersela presa sul personale.

È anche per questo che il concerto del 19 settembre assume per Olivia XX un significato particolare. Tornare a esibirsi nella città dove tutto è iniziato significa confrontarsi nuovamente con il proprio pubblico e con un luogo che, nonostante le difficoltà e le delusioni, continua a rappresentare una parte importante della sua storia.

E questa volta, almeno nelle aspettative della cantautrice, potrebbe essere diverso. “L'aspettativa è alta da parte mia”.




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