ANNO 16 n° 273
In moto sotto l’effetto di metadone, si difende: ''Sono in cura al Sert''
A casa del 34enne fermato dai carabinieri, ritrovati anche della droga e un ordigno esplosivo

VITERBO – (b.b.) Fermato dai carabinieri di Capranica, ammette di essere alla guida della sua moto Ducati sotto l’effetto di metadone, ma si rifiuta di sottoporsi agli accertamenti medici. 34enne di Capranica finisce alla sbarra.

Il ragazzo, già noto alle forze dell’ordine per i suoi numerosi precedenti, il 31 luglio del 2014, sarebbe stato sorpreso in sella alla sua due ruote nonostante sia in cura al Sert per uscire dalla dipendenza alla droga.

''Assumo il metadone con terapia a scalare – ha sottolineato il giovane anche in aula davanti al giudice – sapevo già che se fossi andato a fare le analisi sarei risultato positivo: così ho spiegato la situazione ai carabinieri e loro lo hanno tradotto in un mio rifiuto''.

Dopo il controllo della moto e la sospensione della patente, i carabinieri hanno effettuato una perquisizione nell’appartamento del 34enne a Monterosi: all’interno avrebbero ritrovato uno spinello e un ordigno esplosivo riempito con viti e bulloni.

''Era per un capodanno di alcuni anni prima – ha spiegato l’imputato – nemmeno ricordavo più di averlo in casa''. Processato per fabbricazione e detenzione di materiale esplosivo, è già stato condannato a 9 mesi di arresto.

Ma per la guida sotto effetto di metadone e il rifiuto di sottoporsi alle analisi, dovrà tornare in aula a fine gennaio del 2020.

''Mi hanno chiamato dalla caserma a mezzogiorno – ha concluso la madre del 34enne, chiamata a testimoniare – sono andata a prenderlo perché era rimasto a piedi, mio figlio è ancora in cura al Sert, sta cercando di ricominciare''.




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