

E’ stata inaugurata sabato 2 giugno e sarà visitabile fino al 20 giugno a Palazzo degli Alessandri, in piazza San Pellegrino, la mostra antologica del pittore e scultore Franz Borghese. L’esposizione comprende circa 30 opera, alcune delle quali di grande dimensione, che ripercorrono tutta la carriera di Franz Borghese. La mostra è stata curata da Alfio Borghese, giornalista e critico d’arte che ha selezionato le opere in modo tale da rendere ai visitatori l’evoluzione artistica del pittore romano.
L’argomento preferito che Franz Borghese analizza nei suoi lavori è la società e la folla che lo circonda, ripresa con il pennello intinto nel sarcasmo e nell’ironia, oltre che nel cromatismo della sua tavolozza. Le tecniche di Franz Borghese, abbracciano tutto il modo tradizionale dell’espressione pittorica, con l’aggiunta di innovazioni personali ed aperture alla scultura e all’incisione.
Franz Borghese nasce a Roma il 21 gennaio 1941 e compie i suoi studi presso l’Accademia di Belle Arti e Liceo Artistico di Roma, con Domenico Purificato, Giuseppe Capogrossi, e comincia a dipingere e frequentare altri futuri pittori come lui.
Nel 1964 fonda la rivista d’arte e cultura “Il ferro di cavallo” e dipinge «La ballade des pendus». Dalla metà degli anni Sessanta è il lucido e ironico narratore delle consuetudini e delle alienazioni della borghesia cittadina, che fissa con Daniela Romano, Giorgio Fasan e molti altri nel film-pittura sperimentale «La grande mela».
L’artista ha sempre lavorato moltissimo, fra colori ad olio, tempera, china, acquerello e tecnica mista, tanto che la morte lo ha colto nel suo studio a Roma, mentre dipingeva il 16 dicembre 2005.