

Con la sentenza della Suprema Corte di Cassazione del 27/3/2015, la V sezione penale, a norma dell'art.620 lettera L cpp (''...se la Corte ritiene di poter decidere non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto'') e 530, comma 2, cpp (''Il giudice pronuncia sentenza di assoluzione anche quando manca, è insufficiente o è contraddittoria la prova che l'imputato abbia commesso il fatto...'') venivano assolti Raffaele Sollecito e Amanda Knox dall'aver commesso, in concorso con Rudi Guede, l'omicidio di Meredith Kercher mediante strozzamento con coltellata al collo che procurava alla vittima uno choc emorragico nella notte tra il 1° e il 2 novembre 2007.
Quanto sopra stabilisce che la prova dell'omicidio di Meredith da parte di Sollecito e Knox, giuridicamente analizzata dalla Suprema Corte nelle 51 pagine della sentenza citata, non è pienamente accertata né nel senso di un giudizio di condanna, né nel senso di un giudizio di assoluzione.
Ciò vuol dire che se ''nel dubbio'' viene tutelata l'innocenza degli indagati, analogamente deve portarsi la stessa tutela e rispetto alla vittima che non ha potuto certo difendersi nei processi.
Il tal senso, ''nel dubbio'', il viaggio a Perugia e Gubbio di Sollecito e Knox, negli stessi giorni della morte di Meredith ha lo stesso rispetto? Ha la stessa tutela?... ''Nel dubbio''...
Giudice Franca Marinelli, già Magistrato penale