

VITERBO – “Sì, è vero: le strisce sono blu e il tagliando del parking non è ancora scaduto, ma ormai la multa l’abbiamo fatta. Se ritiene può fare ricorso al giudice di pace”. Tiè.
Così si è sentita rispondere da una gentile vigilessa una signora che, tornata a riprendere la sua auto correttamente posteggiata in via Cavour, si è ritrovata una bella contravvenzione sul cruscotto nonostante l’autopark non fosse ancora scaduto. Anzi, “ero in anticipo”.
L’episodio si è verificato martedì scorso, 25 febbraio. L’ultima segnalazione sul certosino lavoro dei vigili urbani del capoluogo è di ieri.
A raccontarla alla nostra redazione è Pierangela C., che fa una premessa: ''Giovedì (27 febbraio) quando ho sentito che il decreto 'Salva Roma' non era stato approvato e, quindi, la proroga al 31 marzo per pagare le cartelle di Equitalia con lo sconto degli interessi sarebbe saltata, ho pensato: 'domani devo andare da Equitalia, sarà un massacro...'”. La signora Pierangela, naturalmente, lo intendeva in senso figurativo. E, invece, “ci ha pensato la Polizia locale a farlo, vero, con multe a gogò per divieto di sosta”.
Ecco i fatti nel dettaglio. “Intorno alle 1145, aveva da poco smesso, un signore è entrato trafelato nell’agenzia di via Monte Sacro gridando: ‘Ci sono i vigili, stanno facendo le multe sul lato destro della strada!’”.
Manco a dirlo. “E' seguito un esodo di massa di tutti quelli che, vuoi per la pioggia, vuoi perché non esistono proprio posti auto, nemmeno quelli riservati ai disabili, avevano lasciato la macchina in divieto di sosta. Ed erano tanti!”.
“Un signore – prosegue la signora - è rientrato sconsolato dicendo che gli avevano fatto la multa ma che non sapeva quale fosse l’importo perché non aveva nemmeno avuto il coraggio di guardare. Un altro signore, di circa 80 anni e con evidenti difficoltà a camminare, uscito dall’agenzia ha preso la multa ed è salito in macchina abbattuto e desolato”.
A quel punto Pierangela “presa da un moto di indignazione ho iniziato a chiamare il Comune di Viterbo e poi i vigili urbani, ma c'era la giunta riunita e il capo dei vigili riceve solo su appuntamento”. Quindi non è riuscita a parlare con nessuno.
“Le mie domande erano molto semplici: ai rappresentanti della Polizia locale avrei chiesto se a volte non sarebbe meglio usare il buon senso? Se non fosse stato più opportuno entrare all’interno dell'ufficio e chiedere di spostare le macchine, anche tenendo in considerazione il fatto che Equitalia ha ben due porte blindate ed è impossibile sentire alcun suono provenire dall'esterno. Al Comune di Viterbo e al capo dei vigili urbani avrei invece domandato se non fosse stato più giusto e corretto mandare in anticipo gli agenti a fare un servizio d'ordine, visto che era fortemente probabile e prevedibile che oggi (ieri per i lettori, ndr) ad Equitalia il flusso di persone sarebbe stato notevole”.
“Chiedetevi il motivo – conclude la signora Pierangela - per il quale una persona fa ore di fila per pagare in tempo e risparmiare poche decine di euro - perché di poche decine di euro si tratta - , e poi riflettete”.