ANNO 16 n° 273
Imu, dopo le suore Adoratrici tocca
alle suore Pie Venerini e all'Unitus
Da Palazzo dei Priori fioccano i ricorsi per la riscossione dell'imposta

VITERBO – Riscossione dell’Imu, il Comune di Viterbo non si ferma. Dopo il ricorso contro le suore Adoratrici del Sangue di Cristo, arrivano quelli contro l’Università degli studi della Tuscia e le suore della Congregazione maestre pie Venerini.

Continua da Palazzo dei Priori la battaglia per la riscossione dell’Imposta patrimoniale unica. Nelle mire del Comune, capoluogo della Tuscia, finiscono non solo privati cittadini ma anche gruppi ecclesiastici e di cultura.

Continua il pugno duro da parte dell’ufficio dei Tributi viterbese. Ha già fatto scalpore, nei giorni scorsi, il ricorso per la riscossione dell’Imu e delle rate Ici nei confronti delle suore Adoratrici del Sangue di Cristo. Ora Palazzo dei Priori vuole i soldi dell’Imu anche per gli edifici utilizzati dall’Università degli studi della Tuscia e dalle suore della Congregazione Maestre Pie Venerini. Per entrambe si tratta di accertamenti tributari risalenti al 2012.

Una battaglia, combattuta a suon di ricorsi, che l’amministrazione del sindaco Giovanni Arena sta portando avanti da qualche mese nei confronti di chiunque risulti non aver versato l’Imu oggi e negli anni precedenti.




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