ANNO 16 n° 273
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Il sindacalismo di base sciopera a Viterbo. 'Meno tagli, pił salari'
Grande partecipazione alla manifestazione contro l'aumento del costo della vita e la privatizzazione dei servizi essenziali

VITERBO - 'Meno tagli, più salari. Contro padroni e capitale, sciopero generale', questi i slogan che hanno accompagnato la prima manifestazione del sindacalismo di base a Viterbo 'contro l'aumento del costo della vita, la privatizzazione dei servizi essenziali e le stragi di lavoratori e studenti per la mancanza di sicurezza sia NEi posti di lavoro che nelle scuole'.

Ieri, Usb, Cobas, Tuscia in lotta e tutte le associazioni annesse dei settori pubblici e privati, hanno scioperato in un corteo, partito alle 9,30 dalla Cittadella della Salute, per contrastare 'un lavoro che ci vuole schiavi, imponendo orari, mansioni e tempi di vita - affermano -, non accettiamo di morire di lavoro. Noi permettiamo mai più alle aziende di guadagnare su di noi, quel profitto è nostro, deve essere redistribuito in termini di orario, salario, sicurezza e diritti'.

Il corteo ha attraversato viale Diaz, Porta Romana ed è proseguito per tutto il centro, percorrendo così via Garibaldi, via Cavour, Piazza del Comune e Corso Italia. Le richieste sono state tante: blocco delle spese militari, aumento dei salari, riduzione dell'orario di lavoro, permesso di soggiorno e cittadinanza per tutti. E hanno scioperato contro: la guerra dei padroni, contro l’economia di guerra che agevola la speculazione, l’impennata dell’inflazione, l'aumento del carovita, la sanità il diritto alla casa, l'abolizione del Pcto, contro il patriarcato e le discriminazioni di genere 'per una società libera dalle oppressioni' e le devastazioni ambientali 'frutto della speculazione capitalistica'.




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