ANNO 16 n° 274
Foto precedente
Foto successiva
Il Sacro Fuoco di Sant'Antonio

VITERBO - Quando si ha a che fare con eventi che galleggiano tra sacro e profano succede anche questo. Succede che mercoledì mattina Bagnaia si è svegliata sotto la neve, e che il Sacro Fuoco ha rischiato di finire nel dimenticatoio. Un anno di duro lavoro da parte del Comitato potenzialmente rovinato dal meteo.

I social network e diversi siti Internet sono letteralmente impazziti tra le immagini della pira in abito bianco e i commenti dei bagnaioli disperati. È bastato però uno spiraglio di sole per far ripartire lavori e speranze.

Ed ecco quindi la sfilata lungo viale Fiume del corteo storico, degli sbandieratori di Viterbo. Della fiumana di gente che nonostante un cielo incerto ha deciso comunque di partecipare. Ore 18.30: dopo la benedizione e i doverosi riti l’enorme catasta viene accesa al grido di “Viva Sant’Antonio”.

Un fuoco incerto in partenza, che ha tenuto tutti col groppo in gola. Una sorta di vulcano nebbioso che ha oscurato tutta piazza XX settembre. Poi le prime fiamme, e tra commozione e applausi (senza considerare i fuochi d’artificio di cornice) la nottata ha preso vita.

In tanti, tantissimi, hanno partecipato alla cena sotto le stelle. Ancora più gente si è poi scatenata sotto il palco, danzando tra i lapilli sulle note della Maleducazione alcolica in apertura (col loro Tuscia Ska e un album ricco di collaborazioni in arrivo) e dei Radici nel Cemento poi. La band romana, nonostante il freddo in ascesa, non ha abbassato il volume prima della mezzanotte. Intrattenendo una folla divertita e partecipativa al massimo.

La mattina seguente si è svolta anche la regolare benedizione degli animali. Sono stati distribuiti cavallucci (dolce tipico locale) e soprattutto l’effige di Sant’Antonio è tornata da tradizione al suo posto, sulla chiesa devota al Santo, dinnanzi una pira ormai fumante (dopo l’intervento di routine dei Vigili del Fuoco).

Solo nel pomeriggio sono stati nominati Maurizio Mei e Roberto Testa come presidente e vice dell’edizione 2014. Gli lasciano il testimone Andrea Milioni e Alessio Mordecchi, soddisfattissimi di come siano andati le cose e certi che anche tra un anno si ripeterà un grande festeggiamento.

 




Facebook Twitter Rss