ANNO 16 n° 275
Il ritorno alla zona gialla non è un “tana libera tutti”
E’ necessario portare pazienza e rispettare le corrette norme anti-Covid per evitare l’aumento dei contagi con conseguente collasso economico

VITERBO – E’ il primo sabato dopo settimane di zona rossa dove finalmente si può uscire dalla propria abitazione, ma questo non vuol dire accalcarsi tutti insieme e soprattutto tutti vicini.

Questa pandemia sembra un girone dantesco, il girone dei diabolici. Si, perché il proverbio “errare è umano, perseverare è diabolico” è estremamente calzante per la situazione che si sta verificando nelle strade viterbesi illuminate dalle stelle del sabato sera: locali aperti, ci sono gli assembramenti che alzano il numero dei contagiati, si passa in zona rossa con conseguente chiusura dei locali, si ritorna in zona gialla, riaprono i locali e ritornano gli assembramenti. Quindi, seguendo il filo logico, tra qualche giorno i contagi torneranno ad aumentare e con molte probabilità si tornerà a discutere se reinserire il Lazio tra le regioni rosse.

E’ da sottolineare però che la colpa non è dei ristoratori, in quanto tutti i locali per riaprire devono eseguire e far rispettare dai propri clienti le norme anti-Covid, che ormai vengono ripetute come un mantra: distanziamento di un metro, corretto uso della mascherina e igienizzare le mani. Gli assembramenti, infatti, sono al di fuori dei locali e si verificano nelle varie strade della cittadina di Viterbo e altre della provincia.

“E’ incredibile, ci sono ragazzi dappertutto – esclama esasperato un agente della Polizia Locale – dobbiamo andare a perlustrare tutte le strade della città con la task-force, specialmente viale Marconi e corso Italia, per evitare il peggio.”

Ci si è affidati al buon senso cittadino, ma se questo sentimento esisterebbe, molto probabilmente saremmo usciti dalla pandemia già da qualche mese. Una nuova ondata di contagi potrebbe causare il collasso economico di molte realtà commerciali.




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