ANNO 16 n° 275
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Il prefetto Antonio Cananā in visita al distretto industriale di Civita Castellana
Su invito di Federlazio ha fatto un tour in varie aziende: 'Il settore č dinamico e proiettato al futuro''

CIVITA CASTELLANA -  Il prefetto Antonio Cananà in visita al distretto industriale di Civita Castellana. Su invito di Federlazio, il prefetto di Viterbo ha trascorso la mattinata di ieri visitando alcune tra le più importanti realtà produttive del polo ceramico, come la ceramica Nic, l'Olympia, la Scarabeo e la ceramica Cielo, per approfondire la conoscenza del tessuto industriale civitonico. 'Mi aspettavo di trovare un settore in difficoltà - ha commentato in un primo momento il prefetto -. Devo invece ricredermi, in quanto confrontandomi con gli imprenditori e ascoltando le loro storie, fatte di dedizione e impegno nel cercare soluzioni per arginare la crisi del caro energia, ho capito che c'è una forte determinazione e un grande spirito di iniziativa nel guardare ad un domani più positivo, senza sentimento di rassegnazione'. 'Il settore è dinamico, proiettato al futuro e intenzionato più che mai a giocare un ruolo da protagonista. Questo distretto - ha infine commentato Cananà - è di vitale importanza per tutta la provincia di Viterbo e nel ruolo che ricopro è mio specifico interesse conoscere bene la realtà territoriale e interagire con i suoi attori principali'.

Erano anni che un prefetto non faceva visita al distretto industriale di Civita Castellana, e la sua presenza ha sicuramente rappresentato un segnale di attenzione molto forte verso il territorio. Criticità e sviluppo sono stati gli argomenti su cui si è concentrato il confronto con gli imprenditori, a cominciare dalla formazione:'Quello che manca a Civita è la giusta formazione - ha sottolineato Roberto Testalepre, presidente del Cda della Nic - cioè la possibilità di formare manodopera altamente specializzata che possa portare avanti questa professione e dare continutità al settore'. Mancanza di professionalità che si traduce, dunque, in difficoltà a reperire personale specializzato.

Altro step importante su cui il distretto ha lavorato molto negli ultimi anni, e di cui si è fatto cenno durante l'incontro, ha riguardato gli investimenti strumentali volti all’abbattimento dei carichi pesanti, che ha permesso una maggiore sicurezza sui luoghi di lavoro, agevolazione della manualità e anche l’apertura, in prospettiva, di un possibile futuro reinserimento delle donne in specifici settori della produzione. Ci si può ragionare.

Non solo criticità, dunque, ma anche sviluppo e innovazione, di cui il distretto ceramico è pioniere, soprattutto sotto il profilo del design e dell'efficientamento energetico. Molte aziende stanno infatti investendo nel ciclo produttivo con l'acquisto di macchinari di ultima generazione, come il forno di cottura della ceramica Scarabeo, lungo 96 metri, capace di abbattere i consumi del 40%, o l'istallazione di ulteriori pannelli solari, come è nelle intenzioni della ceramica Cielo che ha l'obiettivo di ampliare il proprio sito di produzione dagli attuali 16700metri ai 25mila. Soluzioni che strizzano l'occhio al risparmio economico ma soprattutto alla sostenibilità ambientale. Non a caso molte aziende del distretto industriale sono inserite nel circuito Apea, ovvero Area produttiva ecologicamente attrezzata, presieduta da Antonio Sini.

'Siamo particolarmente soddisfatti dell'esito di questo incontro - hanno infine commentato Giuseppe Crea, direttore di Federlazio e Tiziana Governatori, presidente -. Mostrandogli da vicino la nostra realtà, e accendendo il confronto con gli imprenditori, siamo riusciti a far capire al prefetto la natura che anima questo distretto, fatto di imprenditori che cercano costantemente soluzioni e che nonostante le difficoltà hanno saputo accettare le sfide senza timori, che si sono messi in gioco, dimostrando grandi doti di dinamismo e al contempo resilienza'.




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