ANNO 16 n° 274
Il Pd: ''Fallimentare l'amministrazione Marini''
Il Pd inclaza il sindaco sulle dimessioni: ''Ci dica se arriverà al 2013''

di Silvia Cannucciari

VITERBO – Mi dimetto non mi dimetto? Ormai sono settimane che il sindaco di Viterbo Giulio Marini si dice pronto a lasciare il suo scranno da primo cittadino a causa delle lotte intestine che minano la sua maggioranza, ma vuoi per un motivo, vuoi per l’altro la giunta di Palazzo dei Priori tira avanti, facendo trapelare sempre più spesso idee confuse e poco chiare su quale sia il destino dell’attuale amministrazione. Chi invece sa cosa vuole, almeno su questo argomento, è il PD che ha un solo desiderio: la “testa” di Marini.

Sono categorici, infatti, i consiglieri comunali dei democratici, che tramite il loro capogruppo Ugo Sposetti chiedono a gran voce che il sindaco renda conto alla città e ai viterbesi di quale siano le sue intenzioni: “Sono mesi che il consiglio si svolge con ordini del giorno stiracchiati, senza idee e progetti che permettano di arrivare a fine legislatura – ha dichiarato Sposetti nella conferenza convocata poco prima della seduta di ieri, a cui hanno partecipato anche Alvaro Ricci, Linda Natalini, Francesco Serra, Mario Quintarelli e Fabrizio Fersini -. Qui c’è una responsabilità evidente del Pdl, di cui Marini è anche coordinatore provinciale, con le liti e gli scontri interni di partito che si riversano sul consiglio comunale e di conseguenza sulle attività di questa città”.

“L’attuale sindaco è stato fortunato nella sua carriera politica e amministrativa perché ha sempre avuto aiuti esterni – ha incalzato il capogruppo del Pd – ma ora, senza le reti di protezione della politica nazionale, sono emersi i suoi limiti, anche personali. Cosa è stato realizzato, infatti, in questi quattro anni? La risposta è ‘nulla’, ci sono solamente processi pendenti, inchieste e dimissioni. Come è possibile che la città non si ribelli a tutto questo?”.

Dello stesso avviso Alvaro Ricci che ha ribadito come il rendiconto di esercizio 2011 certifichi il “fallimento di questa amministrazione”, con progetti mai portati a termine e mancate entrate erariali. Per non parlare poi del peso sul bilancio comunale dell’ampliamento della giunta, formata da dieci assessori: “La necessità di portare pace nelle fila del Pdl ha fatto sì che venissero nominati due nuovi assessori, che costano ai viterbesi circa 200mila euro l’anno - ha commentato Ricci – e in un periodo di così profonda crisi questo va ad incidere pesantemente sulle possibilità d’azione del Comune. Sarà anche per questo che la maggioranza non ha votato il consuntivo, forse si vergognavano di quanto fatto”.

La domanda, perciò, che i consiglieri del Pd si fanno e girano direttamente al sindaco di Viterbo è se questa amministrazione sia in grado di arrivare al 2013.

 

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