ANNO 16 n° 275
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Il Pd apre la campagna per il referendum
Informazione e mobilitazione per raggiungere il quorum il 12 e 13 giugno

E' partita da Palazzo Gentili la campagna referenderia del Pd, che fino al 12 e 13 giugno scandirà l'agenda politica dei democratici con l'obiettivo di portare alle urne il maggior numero di cittadini possibile, per contribuire in modo significativo a raggiungere quel quorum di 25 milioni di votanti necessario per rendere valido il referendum.

Il primo appuntamento, organizzato dalla federazione provinciale del Pd con Ecodem e Giovani Democratici, è stato nella sala conferenze della Provincia con un incontro che ha visto la partecipazione di Pierluigi Adami, del direttivo nazionale degli Ecodem, ingegnere nucleare e tra i maggiori esperti in Italia per ciò che concerne l'atomo, che ha spiegato le ragioni per cui dire no alle centrali: dal costo non sostenibile, al rischio di inquinamento e di contaminazione, senza dimenticare il vantaggio che ci sarebbe, invece, con l'uso delle fonti rinnovabili.

''Per noi del Pd la campagna elettorale è solamente a metà percorso - ha esordito Andrea Egidi, segretario provinciale - queste settimane che ci dividono dal 12 e 13 giugno, infatti, serviranno per costruire una vera e propria mobilitazione popolare nella Tuscia per portare i cittadini al voto. Questo referendum ci offre due importanti opportunità - ha aggiunto - da una parte permette al Paese di cancellare tre leggi sbagliate, frutto di scelte ideologiche, dall'altrà dà agli italiani la possibilità di far cadere questo governo, perché se nei palazzi istituzionali questo non è possibile a causa della compravendita di parlamentari, con il voto dei cittadini può accadere. I risultati delle elezioni appena passate, i ballottaggi ed il raggiungimento del quorum, infatti, potrebbero dare quella spinta necessaria a chiudere l'esperienza berlusconiana ed aprire una nuova stagione di sviluppo e crescita''.

''Ora, perciò, abbiamo la responsabilità di correre come 'addannati' fino a giugno - ha proseguito Egidi - soprattutto là dove il centro sinistra ha vinto. I quesiti refederenziali, infatti, non possono lasciare indifferente la Tuscia - ha concluso il segretario provinciale del Pd - dove la questione acqua è fortemente sentita dalla popolazione, viste anche le problematiche legate alla Talete, ed il nucleare incombe con la possibile centrale a Montalto''.

La questione atomo è stata affrontata anche prima dell'incontro dal comitato provinciale “Vota Sì per fermare il nucleare”, che ha organizzato di fronte a Palazzo Gentili un flash mob intitolato ''Sto nucleare non s’ha da fare'', liberamente ispirato a “I promessi sposi”.

Alcuni attori dilettanti, vestiti con abiti d’epoca, hanno interpretato i personaggi inventati dal Manzoni rivisitandoli in chiave antinucleare. Mentre il narratore (Alessandra Luccioli) introduceva il racconto, Renzo e Lucia (Giulia Guerra e Federico Erbetti) impersonavano due ragazzi disinformati che chiedevano spiegazioni sulle energie alternative all’atomo, Don Abbondio (Umberto Cinalli) rappresentava gli elettori eternamente indecisi, e Don Rodrigo (Silvano Olmi) si ergeva a difesa del referendum e spiegava a tutti i pericoli insiti nella scelta dell’energia nucleare.

Al termine della rappresentazione è stato lanciato un appello a partecipare alla catena umana che si terrà domenica 22 maggio a Montalto di Castro, alle ore 10 alla foce del fiume Fiora, oltre a quello di andare a votare ''Sì'' al referendum del 12 e 13 giugno.

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