ANNO 16 n° 274
''Il pallone č mio e decido io''
Piero Camilli revoca l'accredito stampa alla nostra testata senza spiegazioni

VITERBO – Avremmo voluto raccontarvi il post partita di Viterbese- Alessandria, come abbiamo sempre fatto da inizio campionato ad oggi, ma da due partite a questa parte ci viene negato l’accesso in sala stampa. La società gialloblu ad inizio settimana ha revocato l’accredito stampa stagionale alla nostra giornalista. Un provvedimento comunicato telefonicamente senza la minima motivazione.

Stigmatizziamo l’atteggiamento del presidente onorario, Piero Camilli, che prima non ha voluto fornire alla nostra testata le spiegazioni richieste, e poi ha aggredito verbalmente la nostra cronista, entrata allo stadio pagando il biglietto, che a sua volta chiedeva spiegazioni.

Nel difendere l’operato della nostra giornalista che ha seguito e raccontato le vicende della squadra di calcio sempre con professionalità, imparzialità e serietà, dobbiamo ipotizzare che la decisione della società sia legata, non all’attività della cronista sportiva, ma più in generale a quella della nostra redazione che svolge il proprio lavoro con altrettanta professionalità, imparzialità e serietà.

Avremmo voluto risolvere la questione, che – ipotizziamo - non c’entri nulla con il calcio - lavando i panni in casa, con un confronto dialettico, anche franco e severo, con Piero Camilli che tuttavia ci ha negato questa possibilità, riagganciando il telefono senza spiegazioni.  Abbiamo aspettato la seconda partita in casa 'dall'evento', sperando che una buona dormita avrebbe rasserenato gli animi e avrebbe fatto tornare la società sui suoi passi. Così non è stato. Resta il fatto che non possiamo non condannare un atteggiamento padronale di basso profilo comunicativo e auspichiamo, in ragione del buon senso, il ripristino di un corretto rapporto tra la nostra testata e la società calcistica.




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