ANNO 16 n° 273
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Ferdinando Guglielmotti e il sommergibile
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Il Nobile di nome e d’intelletto sarà un naufrago all’Isola dei Famosi
Ferdinando Guglielmotti raccontato attraverso le nostre interviste passate, tra cui l'importante rapporto d'amicizia con la D'Urso

 

di Serena D'ascanio e Sara Zambon 


VITERBO – Il conto alla rovescia è iniziato. Mancano pochi giorni all’inizio di uno dei reality show più amati e seguiti dagli italiani dove personaggi di spicco della televisione e del cinema italiano si ritroveranno naufraghi in un’isola apparentemente paradisiaca. Tutta l’Italia, inoltre, si sta domandando sulla figura di Ferdinando Guglielmotti e perché approderà all’Isola dei Famosi, ma alla redazione di Viterbo News24 è già nota grazie alla profonda amicizia costruita intervista dopo intervista nel corso degli ultimi dieci anni.

Insieme sono stati affrontati numerosi argomenti di differente natura come il ritrovamento del sommergibile e l’inaugurazione della piazza entrambi portanti il cognome del nostro caro amico Guglielmotti e, soprattutto, si è parlato molto del cinquantesimo compleanno di Ferdinando, perché è un’età estremamente importante e significativa per ognuno di noi e volevamo essere partecipi e festeggiare questo importante traguardo. Dulcis in fundo, insieme abbiamo discusso anche della sua importante esperienza come editore dell’opinione di Viterbo e di Civitavecchia.

Grazie a queste piacevoli occasioni abbiamo l’opportunità di ricostruire il profilo dettagliato di Guglielmotti, ma le parole non saranno mai abbastanza per poter descrivere il piacere di aver collaborato con la sua spiccata simpatia e il suo sorriso contagioso.

Ferdinando Guglielmotti proviene da un’antica e nobile famiglia di Civitavecchia. Le sue origini risalgono al 1250 ad Otranto e sono giunte nella città marittima verso la fine del 1500 ponendo le radici fino ai giorni attuali. Padre Alberto Guglielmotti è stato uno degli esponenti più importanti grazie al suo prezioso contributo nella storia e nella cultura italiana. Come spiega il suo discendente Ferdinando, a lui è stato dedicato il sottomarino ritrovato dopo 100 anni a largo dell'isola di Capraia, ed è stato il più grande storico della marina pontificia dell‘800. Autore di numerose opere, tra cui il vocabolario della marina militare tutt’ora in vigore, divenne membro dell’Accademia della Crusca.

 Svolse anche il ruolo di bibliotecario Casalatenze e venne nominato primo Marinaro d’Italia.

Nella città di Civitavecchia, per omaggiare una figura così importante della storia cittadina e italiana, è presente il busto di Padre Alberto Guglielmotti e la famiglia ha vissuto nella città marittima fino alla fine della seconda Guerra Mondiale. In seguito al bombardamento di Civitavecchia la famiglia Guglielmotti si è trasferita a Montalto di Castro, dove avevano già un palazzo e dei possedimenti.

Il principale motivo di orgoglio di Ferdinando è l’industria casearia  “Caseificio Mamma Maremma”. L’attività è stata ereditata dal proprio nonno materno e si pregia di tenerla in vita superando con grande abilità le numerose crisi avvenute negli ultimi trent’anni.

Anche ora, nonostante la crisi economica causata dal Covid, l’azienda è  fiorente con una nicchia di mercato importante che riempie di onore Ferdinando.

Tutta la sua passione e devozione, infatti, non sono passati inosservati e il caseificio ha vinto il premio come miglior ricotta e formaggio della Regione Lazio per ben due anni consecutivi. Considerando che l’azienda ha partecipato soltanto due anni alla gara, due vittorie su due sono risultati invidiabili e che poche aziende possono vantare.

Questo intenso lavoro però, non è stato di ostacolo alla sua mente fertile e versatile e, nonostante i suoi impegni, non solo ha conseguito la Laurea in Legge, approfondendo la sua passione nella pratica penale, ma è anche costantemente immerso nel suo amore profondo per l’arte e la cultura. Non è un caso che per cinque anni è stato presidente dell’Associazione Teatrale Comuni del Lazio, attraverso la quale ha promosso la cultura sviluppando e creando il festival di Vulci. In aggiunta, ha prodotto molteplici spettacoli teatrali e può vantare anche la produzione dell'unico spettacolo teatrale italiano, del grande regista Abel Ferrara.

Le innumerevoli passioni di Ferdinando  sono contornate dalle intriganti note del Jazz. Il suo trasporto per il prestigioso genere musicale si traduce nel festival Jazz Up, presente da quindi anni a Viterbo, di cui Ferdinando ne è il Presidente. Il Festival ha visto importanti partecipazioni di artisti internazionali, tra cui Billy Cobham, Gino Paoli, Danilo Rea, Raphael Gualazzi e tanti altri; con la collaborazione del fraterno amico Carlo Maria Puglisi Alibrandi e del Direttore Artistico Giancarlo Necciari.

Gli interessi di Ferdinando non si arrestano qui, ma continuano con un’eredità paterna: la passione per i cavalli da corsa. Suo padre e successivamente lui, sono proprietari di cavalli da corsa dal 1960 e la passione si tramuta in vittoria portando a casa svariati gran premi, nei principali ippodromi italiani. 

Osservando il lato rosa ed amoroso della vita di Ferdinando Guglielmotti lo si può trovare, nel corso del tempo, con donne appartenenti alle varie sfumature della società senza mai legarsi definitamente a nessuna di esse.

Tra loro emerge il volto di un’icona storica della televisione italiana: Barbara D’Urso. Il cui rapporto inizialmente nato come un corteggiamento, evolutosi poi in una splendida amicizia che dura da più di dieci anni. Questa è la prova concreta che oltre ad essere un uomo affascinate, Ferdinando Guglielmotti ha anche un immenso spirito artistico, creativo e ed una sensibilità intellettuale e umana fuori dal comune.




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