ANNO 16 n° 274
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Il mondo del vino si incontra a Vinitaly
Si č appena conclusa la 47esima edizione del Salone internazionale del vino e dei distillati

di Giovanna Bianconi

VITERBO - Produttori, importatori, distributori, ristoratori, tecnici, fornitori di servizi, giornalisti, opinion leader, addirittura blogger. Tutti quelli che si interessano di vino, italiani o stranieri, almeno una volta all’anno si riuniscono. E lo fanno a Verona. I numeri della quattro giorni sono impressionanti, non per nulla è il primo salone al mondo per dimensioni. Quasi 10 ettari di superficie occupata, 12 padiglioni oltre al secondo piano del Palaexpo di Veronafiere, per non parlare di tutte le location delle attività ricreative e culturali connesse, sparse per la città scaligera.

Una vera e propria invasione, che porta ogni anno nell’area milioni di euro solo di indotto turistico. Basti pensare ai 140.000 visitatori di cui 48.600 provenienti da 116 paesi, ai circa 4.250 espositori di cui 128 esteri e ai quasi 2.500 giornalisti da 45 Paesi.

Vinitaly è senza dubbio la manifestazione che ha contribuito a valorizzare maggiormente il prodotto principe dell’agroalimentare italiano, ma negli anni ha saputo ingrandirsi ed innovarsi continuamente, giungendo ad essere una vera e propria piattaforma mondiale per il business del vino.

E’ un sistema integrato che comprende VinitalyWineClub, Sol&Agrifood, Enolitech, OperaWine e Vinitaly International.

La neonata iniziativa VinitalyWineClub rende protagonisti l’e-commerce e i social media e amplia i confini di Vinitaly, che diventa così una piazza virtuale globale indirizzata a tutti gli attori del mondo del vino.

Sol&Agrifood è una rassegna internazionale dell’agroalimentare di qualità che promuove i migliori olii extravergini di oliva e le eccellenze del paese: pasta, salse, salumi, formaggi, specialità dolciarie, mieli, birra e caffè, e vanta circa 350 espositori e 33.000 visitatori.

Enolitech è il Salone internazionale delle tecniche per la viticoltura, l’enologia e delle tecnologie olivicole ed olearie. E’ una vetrina dell’innovazione che attira molti addetti ai lavori. Giunto alla sedicesima edizione contribuisce con 175 espositori e quasi 26.000 visitatori.

OperaWine “Finest Italian Wines: 100 Great Producers” è la degustazione organizzata da Wine Spectator per gli operatori specializzati esteri, con particolare attenzione al mercato Usa, ed è una prestigiosa sfilata dei migliori vini italiani ospitata presso il Palazzo della Gran Guardia, nel cuore antico della città di Verona.

Vinitaly International con le sue iniziative di promozione è proiettata verso i mercati a più alto tasso di crescita come Stati Uniti, Cina e Russia.

Durante queste manifestazioni non sono mancati ovviamente gli appuntamenti di taglio tecnico-scientifico dedicati sia al pubblico che ai tecnici, con il coinvolgimento di numerose università e istituti di ricerca sia pubblici che privati.

In contemporanea con Vinitaly si svolgono ogni anno una miriade di eventi e degustazioni. Solo per citarne alcuni: Tasting Ex...Press, Taste & Dream, Trendy oggi Big domani, Food & Wine Pairing, I Viaggi di Gulliver, I “giovani leoni”, Il Ristorante d’Autore, La Cittadella della Gastronomia.

Certo il “core business” della manifestazione rimane l’enologia. Non solo perché da sempre il vino è il miglior ambasciatore del made in Italy nel mondo, ma per il fatto che l’Italia detiene tuttora il primato mondiale delle produzioni, con ben 40,8 milioni di ettolitri prodotti lo scorso anno. Da notare però che oltre il 60% sono vini di alta qualità (330 vini Doc, 74 Docg e 118 Igt).

Il comparto vitivinicolo rappresenta una fetta importante dell’economia del paese, con 383.650 imprese produttrici, corrispondenti al 23,5% della filiera agricola nazionale. L’impatto sociale è altrettanto notevole: in un periodo di crisi occupazionale il numero degli addetti si aggira sulle 700.000 unità, per arrivare a 1,2 milioni se si considera l’indotto.

Quest’anno la nazione di riferimento dell’export enologico è stata la Cina, presente a Verona con una delegazione ufficiale del Ministero del commercio. Con i suoi 190 milioni di acquirenti online rappresenta per l’Italia una occasione commerciale da non perdere.

Oltre a ciò in collaborazione con l’Ice (Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane) e le camere di commercio sono stati organizzati incontri dedicati a delegazioni straniere e ai cosiddetti “buyers”, gli importatori esteri.

Tutta questa spinta verso i paesi stranieri è data dal fatto che i consumi interni sono scesi sotto la soglia dei 40 litri pro capite all’anno, e una cosa è certa: se i fatturati sono ancora alti è solo merito delle esportazioni.

Nel 2012 infatti il vino italiano ha registrato un incremento di vendita sui mercati internazionali del 6,5%, portando il fatturato dell’export a 4,7 miliardi di euro nonostante una contrazione dei volumi dell’8,8%. Nessuno osa pensare a cosa potrebbe accadere al settore se anche loro smettessero di consumare vino.

Fortunatamente a trainare il fatturato dell’export ci pensano, oltre alla bravura degli imprenditori tricolore, Canada (+11%), Stati Uniti (+6%), Regno Unito (+5%), Germania (+4%), ma soprattutto Cina (+15%) e Giappone (+28%).

Vinitaly è la manifestazione che ha visto l’evolversi del vino e del suo mondo, attraversando con esso momenti di grande soddisfazione, scandali e faticose risalite. Per questo a livello nazionale ed internazionale le è riconosciuto il grande merito di aver contribuito a fare del vino una delle più coinvolgenti e dinamiche realtà italiane.

Le prossime tappe, a parte l’annuale appuntamento di Verona, sono Vinitaly Hong Kong ad ottobre, Vinitaly Mosca a novembre e Viniitaly Usa a febbraio 2014.

 

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