ANNO 16 n° 276
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Il ministro Madia all'hotel Salus
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Il ministro Madia: ''I precari possono tornare al lavoro''
Il ministro Madia ha sottolineato che la partita è in mano alla Regione Lazio

di Roberto Pomi

VITERBO – ''I lavoratori della Provincia devono stare tranquilli non perderanno niente e sulla semplificazione della pubblica amministrazione contiamo di approvare presto i decreti attuativi, per rendere più efficiente la macchina dello stato'', così il ministro Marianna Madia.

Alla convention del Pd è il giorno dei ministri. L’apertura è toccata, alle ore 10 presso l’Hotel Salus, al Ministro delle semplificazione amministrativa. Un parterre di tutto rispetto con il ministro al centro, i rappresentanti del territorio, il vicesindaco Luisa Ciambella e il presidente della Provincia Mauro Mazzola, e la voce del sindacato rappresentata da Giovanni Faverin della Cisl.

Le questioni intorno alle quali è girato tutto il confronto sono appunto state la questione del personale delle province nell’era post legge Delrio e la riforma della pubblica amministrazione. Sala stracolma, tra i presenti tanti dipendenti dell’ente di via Saffi, timorosi per il proprio futuro. Tra loro anche qualcuno dei 46 precari, rimasti a casa.

Il presidente Mazzola ha dato l’affondo sulla situazione in cui si trova Palazzo Gentili. Il ministro ha cercato di rasserenare gli animi, con parole chiare. ''Qualcuno forse pensava – così la Madia – che con la riforma delle Province non volevamo fare sul serio. Probabilmente ritenevano che anche questa sarebbe stata l’ennesima riforma di facciata, siamo invece intenzionati ad andare fino in fondo. La strategia del governo non è dare meno stato e quindi meno servizi ai cittadini, ma razionalizzare le spese e migliorare l’efficienza. E in questa direzione va tutta la riforma della pubblica amministrazione, approvata di recente in Parlamento e in attesa dei decreti attuativi''.

''Nessuno però deve temere – ha rassicurato il ministro -. La riforma prevede che la Regione decida, con una propria legge, come strutturare il rapporto con le Province in merito alle funzioni. Sta a Zingaretti decidere se tenerle a sé o rimetterle in mano ai territori. Il personale della Provincia di Viterbo seguirà quanto deciso dalla Regione. Ma nessuno perderà il lavoro o un centesimo''.

Una sterzata dal ministro ai sindacati, accusati di raccontare cose che non esistono nella realtà. Una parola anche per i precari e l’impegno e l’augurio che sia possibile ricollocarli. Sulla riforma della pubblica amministrazione la parola chiave è stata ''svecchiare''. ''Dobbiamo metterci in testa che la pubblica amministrazione va ripensata utilizzando le nuove tecnologie''. Poi il nodo dei dirigenti, messo al centro del dibattito da Luisa Ciambella.

''Spesso come amministratori ci troviamo impigliati nei pezzi di carta e così si perdono i nostri atti d’indirizzo. Accogliamo con positività la riforma e speriamo che con i decreti attuativi si riesca a risolvere problemi seri, che bloccano i comuni. Nel nostro caso – ha portato a esempio il vicesindaco di Viterbo – abbiamo ereditato una macchina amministrativa strutturata in venti anni di centrodestra e con le norme attuali risulta difficile governare per problemi che vengono fuori dalla macchina amministrativa''.

Il ministro ha assicurato che le cose, grazie alla riforma, andranno a migliorare. ''La legge 124 scardina il vecchio sistema. E’ giusto avere una dirigenza indipendente dal potere politico ma abbiamo creato una commissione terza per la valutazione dei dirigenti. Così riusciremo a premiare la competenza. La commissione si occuperà di fornire delle rose di dirigenti possibili per gli enti e gli amministratori potranno scegliere all’interno''. 

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