

Viterbo - Il parlamento sta per approvare i decreti ristori e inizia la discussione sulle finanziaria, NON c’è alcun intervento strutturale sulle politiche abitative, se non i soliti regali a speculatorie e grandi proprietari.
Famiglie e studenti fuori sede non riescono a pagare gli affitti e le utenze a causa della perdita del lavoro e del reddito.
Si tratta di quei lavoratori che già prima del coronavirus avevano difficoltà, perché vivevano con stipendi da fame, precari o - come molti studenti - di lavoretti in nero per integrare i costi per lo studio. La crisi pandemica ha ulteriormente peggiorato differenze e disuguaglianze.
Per affrontare seriamente questa situazione occorrono scelte chiare e radicali, un’inversione di rotta che metta in campo le risorse necessaria a rilanciare la politica pubblica per la casa, che risponda ai bisogni delle famiglie in difficoltà, dei giovani, dei disoccupati, dei precari:
1 - un nuovo piano decennale di un milione di case popolari;
2 – istituzione di un fondo per finanziare la politica abitativa con impegno di almeno il 3% dei bilanci dello stato, delle regioni e dei comuni; utilizzo di tutti i fondi ex-Gescal e del recovery fund;
3 - blocco del pagamento degli affitti e delle utenze;
4 - blocco degli sfratti e dei pignoramenti per tutta la durata della pandemia;
5 - tutela dei proprietari mutuatari insolventi della casa che abitano, come prevede la legge 199/2008 all’art. 1-quater;
6 - reddito di emergenza incondizionato per tutti coloro che hanno perso reddito o sono senza lavoro, integrato di una quota destinata all’affitto e alle utenze; stesso strumento può essere utilizzato per i piccoli proprietari che vivono degli affitti della casa;
7 - un provvedimento che impedisca di intimare sfratti per le morosità accumulate durante l'emergenza sanitaria;
8 - tassazione del patrimonio tenuto sfitto dalle grandi proprietà immobiliari e, con aliquote specifiche, degli affitti brevi (B&B).