ANNO 16 n° 265
Foto precedente
Il Focarone di Sant’Antonio prende forma
In questi due giorni il comitato e i volontari si riuniscono in piazza per costruire l’imponente catasta che arderà nella notte del 16 gennaio

VITERBO - E' iniziato il 4 e si è concluso ieri, 5 gennaio, il montaggio del Fuoco di Sant’Antonio, un momento centrale per la comunità di Bagnaia. Il Comitato del Sacro Fuoco di Sant’Antonio, composto da circa 40 persone tra ragazzi e ragazze, organizza i lavori con dedizione. Durante queste giornate, però, il gruppo cresce fino a raggiungere 50-60 membri grazie al supporto di volontari esterni.

Il montaggio segue una tradizione precisa; il giorno prima si prepara la base con uno strato di pozzolana, poi si fissa un palo centrale e alcune bobine di legno. La mattina seguente, dalle 7:30, i membri del comitato si ritrovano in piazza per iniziare a costruire la catasta, un imponente falò che raggiunge gli 8 metri di altezza e 10 di larghezza. Un lavoro complesso, ma affascinante, che coinvolge tutti i partecipanti, spesso anche con acrobazie per sistemare i tronchi più alti.

Il comitato, guidato quest’anno da Giorgia Serafini (presidente) e Giacomo Ragonesi (vicepresidente), è completamente autofinanziato. La legna, dalle 7 alle 10 tonnellate, viene raccolta durante tutto l’anno grazie alla disponibilità di chi offre materiali inutilizzati dalle campagne o dai giardini.

Aspettando il 16 gennaio

La catasta rimane in piazza per circa dieci giorni, fino alla festa del 16 gennaio, permettendo anche ai turisti di ammirarla e scoprire la storia e il significato della nostra festa. Dal punto di vista religioso, è un omaggio a Sant’Antonio, affinché il suo ricordo viva non solo nella notte del 16, ma anche nei giorni precedenti. Il 16 gennaio, alle 18:30, il falò verrà acceso e arderà per tutta la notte. Il giorno successivo, il comitato si occuperà di smantellare la struttura e ripulire la piazza, pronto a ripartire con i preparativi per l’anno seguente.




Facebook Twitter Rss