ANNO 16 n° 275
Una veduta di Vetralla
Il fisco sequestra
una casa a Vetralla
e la vende all'asta
a un quinto del valore

VETRALLA – Un appartamento di Vetralla, stimato dall'Osservatorio del mercato immobiliare (Omi), che fa capo all'Agenzia delle Entrate, tra i 133mila e i 165mila euro, è stato battuto all'asta per 27mila euro. Un vero e proprio affare per l'acquirente ma un vero disastro per il fisco, che quell'appartamento lo aveva posto sotto sequestro per recuperare un credito.

Il caso, definito ''il più clamoroso tra quelli avvenuti in Italia nel corso del 2013'', è stato denunciato da Confediliza, l'associazione dei proprietari immobiliari, in quanto emblematico di come il fisco incassi molto di meno di quanto potrebbe dalla vendita delle case in asta.

Secondo Confedilizia, tra l'altro, questo andazzo, in piena crisi del mattone con i valori degli immobili in costante calo e il settore dell'edilizia in profondo rosso, finiscono per penalizzare ulteriormente i contribuenti proprietari di case, a tutto favore di chi specula sulle aste. Oltretutto con metodi non sempre cristallini.

Ad avviso di Confedilizia. il risultati delle aste dimostrerebbero come l'aumento dei sequestri di immobili eseguiti dal fisco e la loro successiva vendita a prezzi stracciati, in un momento di gravissima crisi economica, contribuisca a ridurre ulteriormente il mercato ''regolare''. ''Abbiamo preso in esame 40 casi – spiega l'associazione – e in ben 33 il prezzo di aggiudicazione si è rilevato più basso delle stime, qualche volta con divari di quattro volte. L'episodio più clamoroso è quello di Vetralla, dove un appartamento stimato tra i 133mila e i 165mila euro dall'Omi, è stato battuto all'asta a soli 27mila euro''.

Il fenomeno è diffuso in modo parcellizzato in tutta Italia. Due esempi per tutti: a Costa de' Nobili in provincia di Pavia, una casa è stata aggiudicata a 37.400 euro a fronte di una quotazione Omi da 121.500 a 147.00; a Ragusa, un ufficio venduto a 87.500 euro, era stato stimato fra 114.750 e 168.750 euro.

Ma il peggio, a detta di Confedilizia, deve ancora arrivare. La delega fiscale, che approderà nei prossimi giorni alla Camera dei Deputati per il via libera definitivo, porta con sé, all'articolo 2, la riforma del catasto tanto temuta dai proprietari di case. Dopo la stangata Imu, Tasi, Tari, Iuc, dopo la rivalutazione delle rendite catastali in alcune città, ora arriverà per tutti ance la revisione del catasto.

''La messa a punto dei nuovi strumenti di misurazione del valore reale degli immobili – spiega l'associazione - impiegherà qualche anno ad essere applicata, ma nel frattempo ci sarà una fase di transizione sulla quale ancora non è certo quali strumenti saranno applicati. Stabilire in teoria il valore reale di un immobile è comunque arduo in un momento di prezzi in continua evoluzione, e siccome il mercato sta crollando si rischia di penalizzare ancora di più i proprietari di case''. 




Facebook Twitter Rss