ANNO 16 n° 272
“Il filo che ci lega a ciò che amiamo” è nella resilienza: la storia di un vulcano chiamato Ambra
La Sabatini, oro alle Paralimpiadi di Tokyo, incoraggia in uno spot la sicurezza stradale

VITERBO - In un mondo di protagonismi indiscreti e megafoni spiegati in attesa del successo, nascono lo stesso claim veri e ostinati, capaci di sorreggersi sulla persona che ne è il fulcro: Ambra Sabatini, giovanissima atleta, è fuori dal meccanismo dei placement e del passaggio di testimone tra icone della tivù, con la sua delicata fierezza e una voce consapevole in cui fioriscono traguardi.

Lo spot proposto è di Autostrade per l’Italia e gode del patrocinio della Polizia di Stato. Il filmato non evidenzia le caratteristiche positive e le criticità celate nella narrazione di un prodotto, ma un insieme di comportamenti corretti, finalizzati a rendere sicuri i viaggi nelle strade grazie alle precauzioni attuate. Ambra, nata nel 2002 con il dono della tenacia nella pratica sportiva, è una ragazza che ha forgiato il suo equilibrio sulla corsa, metafora di vitalità e di scrupolosa rivalsa: la sua adolescenza nella splendida Toscana è stata parte di questo percorso, completando un’infanzia tra pattinaggio e pallavolo.

Ambra era destinata a competere sotto la dicitura di atleta olimpica, un vessillo che per lei era ed è elaborazione degli sforzi, amore incontrastato per ogni fatica. Proprio un impensabile incidente stradale, invece, è stato l’inizio di un momento di radicale ripartenza: la ragazza è arrivata a conoscere il mondo paralimpico, entrando a farne parte al fianco di altri straordinari sportivi.

Tokyo 2020 ha regalato ad Ambra l’oro nei 100 metri piani, ma è stata Ambra a regalare a Tokyo incontaminate emozioni azzurre. Nella campagna per la sicurezza stradale attualmente in onda, la giovane è ad allenarsi guardando lo spettatore e rivolgendo un monito universale: “Seguire le regole è fondamentale per vincere”.

Ambra viene di seguito inquadrata mentre è in auto e precisa l’importanza del codice della strada: il suo rappresentare una ragazza che mai si stravolgerà per lo showbiz sportivo è più che pregevole e inalienabile per i coetanei, come lei dediti a passioni irrefrenabili e vestiti con un adorabile stile sbarazzino.

L’atleta italiana ora corre. E va libera, serena, alla ricerca del valore che la vita le tira fuori più che dei copiosi (e meritati) onori: la frase che illumina di verità lo spot è “Perché la strada è il filo che ci unisce a ciò che amiamo”, un collegamento funzionale, ma spesso sede di diffusi pericoli. Affrontarli con consapevolezza è possibile non solo ai campioni olimpici e paralimpici: non c’è limite alla non distrazione, all’oculatezza e all’energia del rispetto e dell’applicazione.

Una giovane nel cui cuore si armonizzano le conquiste è una vittoria per l’intera comunità di una nazione e dello sport tutto: cosa può importare a chi vince davvero di essere migliore di qualcuno, di battersi per scavalcare il prossimo, di scegliere il tragitto tortuoso se non ne vale davvero la pena e comporta rischi per sé stessi?




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