

di Tommaso Crocoli
TUSCANIA - Trent'anni fa una generazione di adolescenti, tra le poltrone dei cinema, si lasciava ammaliare da una storia d'amore bello e impossibile, gravato dalla maledizione di un vescovo geloso e spietato: un uomo che di notte si trasformava in lupo innamorato di una stupenda dama che però, di giorno, era intrappolata a sua volta nel corpo di un falco.
Era il 12 aprile del 1985 e nelle sale usciva Ladyhawke, pietra miliare del cinema fantasy internazionale di Richard Donner. Una pellicola immortale, che fece incetta di premi e candidature all'Oscar e che vanta con la Tuscia un legame speciale: alcune delle peripezie che coinvolgono i due innamorati (un Rutger Hauer fresco di Blade Runner e una sempre splendida Michelle Pfeiffer) hanno infatti come sfondo le zone tra Canale Monterano e Vulci.
Il finale, invece, si snoda nella navata centrale di san Pietro a Tuscania, anche se si tratta di una ricostruzione della chiesa fatta negli studi di Cinecittà: difficile, d'altronde, immaginare una violenta battaglia a cavallo sul prezioso pavimento della basilica. Lì, grazie anche all'aiuto di un ladruncolo coraggioso e di un prete 'sui generis', gli amanti coronano il loro sogno, e con loro tanti ragazzi oggi diventati adulti. Buon compleanno, Ladyhawke.