ANNO 16 n° 274
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Il dramma della disoccupazione dietro
la deflagrazione a Montefiascone

VITERBO – Il retroscena di quello che, sulle prime, sembrava un incidente domestico, ha assunto tutt’altri contorni. Quelli di un vero e proprio dramma sociale.

L’esplosione avvenuta poco dopo le 13 di ieri in un appartamento al pianterreno di un un’abitazione in via San Martino, a Montefiascone, è probabilmente stata causata volontariamente da S.B., il 51enne rimasto ferito.

Durante il sopralluogo, infatti, i vigili del fuoco del Comando Garofalo e i carabinieri della Compagnia falisca hanno trovato la valvola dell’impianto del gas aperta. Da qui la rottura di una tubatura e la deflagrazione che, fortunatamente, non ha causato altri feriti né danni ai condomini circostanti.

L’uomo, da anni residente a Montefiascone sebbene non sia originario del posto, è stato prontamente soccorso dagli operatori sanitari del 118, che con un’ambulanza lo hanno trasportato all’ospedale Belcolle con un codice giallo: ha riportato alcune ustioni sul volto e sugli arti superiori, ma non corre pericolo di vita.

Il sospetto che si sia trattato di un tentativo di suicidio nasce non solo dalla valvola del gas aperta, ma anche e soprattutto da quanto hanno potuto ricostruire gli investigatori grazie alle testimonianze raccolte dai conoscenti del 51enne che, nei giorni scorsi, aveva già provato a togliersi la vita.

Dietro i due insani gesti, il dramma della disoccupazione. Si è appreso, infatti, che una decina di giorni fa l’uomo, ex rappresentante di commercio, aveva perso il lavoro. Una notizia che l’aveva sconvolto, tanto da spingerlo a cercare di togliersi la vita ingerendo detersivo. Non essendoci riusciti, ieri ci ha riprovato, per fortuna invano, svitando il tubo del gas.

Foto di Lia Saraca

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